Conflitti e sicurezza alimentare: Italia, “proteggere operatori umanitari sul campo”

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NEW YORK, 11 MARZO – Dal 2018, quando il Consiglio di sicurezza ha riconosciuto per la prima volta in una risoluzione il legame tra conflitti armati e fame, il numero di persone a rischio di insicurezza alimentare è drammaticamente aumentato, mentre il numero di bambini che soffrono di grave malnutrizione continua a crescere esponenzialmente a causa dei conflitti.

Questo peggioramento è destinato purtroppo a produrre effetti duraturi: i bambini che soffrono di insicurezza alimentare sono esposti a problemi di salute a lungo termine e sono più inclini a lasciare la scuola; l’insicurezza alimentare rende anche le ragazze più vulnerabili ai matrimoni forzati precoci e allo sfruttamento sessuale.

I conflitti alimentano la fame, e la fame, quando si trasforma in carestia, alimenta i conflitti, ha detto il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres in  apertura di un dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza su conflitti e sicurezza alimentare.

Alla fine del 2020, più di 88 milioni di persone soffrivano di fame acuta a causa di conflitti e instabilità – un aumento del 20 per cento in un anno – e le proiezioni del 2021 confermano un proseguimento di questa “tendenza spaventosa”, secondo Guterres, che ha prospettato al Consiglio molteplici carestie provocate da conflitti a livello globale, con gli shock climatici e i contraccolpi della pandemia da COVID-19 che gettano benzina sul fuoco. .

“Soprattutto alla luce delle conseguenze devastanti della pandemia e delle sue ricadute sull’assistenza umanitaria, è di fondamentale importanza rinnovare il nostro impegno internazionale per rispettare il diritto umanitario internazionale, garantendo non solo la protezione dei civili ma anche l’accesso umanitario alle popolazioni colpite”, ha detto l’Italia durante il dibattito.

Un’altra necessità assoluta è garantire la piena protezione di tutti gli attori umanitari sul campo: “La tragica morte dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, del suo ufficiale di protezione militare, il carabiniere Vittorio Iacovacci, e dell’autista del convoglio del WFP, Mustapha Milambo, è stato un avvertimento scioccante dell’importanza di garantire la sicurezza di tutti gli operatori umanitari, in conformità con le risoluzioni dell’Assemblea Generale e il diritto internazionale umanitario”, ha osservato l’Italia.

Le crisi alimentari richiedono risposte urgenti ed efficaci, soprattutto in situazioni di carestia aggravate da conflitti. Per questo l’Italia ha progressivamente aumentato il suo contributo finanziario al Fondo Centrale di Risposta alle Emergenze delle Nazioni Unite a sostegno di interventi umanitari tempestivi ed efficaci: “Allo stesso tempo, abbiamo aumentato il nostro contributo umanitario nel campo della sicurezza alimentare, stanziando più di 50 milioni di dollari nel 2020, in particolare nel Sahel centrale e nel Corno d’Africa”.

La sicurezza alimentare e la nutrizione è sempre stata una caratteristica di primo piano della politica estera italiana: “Questo si riflette anche nel nostro sostegno di lunga data alle Agenzie di Roma (FAO, PAM e IFAD) e nella nostra presidenza del Gruppo degli Amici della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione a New York. Più recentemente, l’Italia ha promosso, in partnership con la FAO, la costituzione di una piattaforma multi-stakeholder – denominata ‘Food Coalition’ – per un’azione globale unitaria in risposta all’impatto della COVID-19 sui sistemi alimentari.

La promozione di un’azione coordinata e collettiva che possa aiutare i sistemi alimentari locali a sopravvivere a un ciclo prolungato di crisi, sarà al centro del Food Systems Summit, che fornisce un’opportunità tempestiva per fare importanti progressi verso la realizzazione di sistemi alimentari sostenibili. Uno dei cinque canali d’azione del Summit è dedicato alla costruzione della resilienza alle vulnerabilità, agli shock e allo stress e alla garanzia della funzionalità dei sistemi alimentari in aree soggette a conflitti, disastri naturali o future pandemie: due obiettivi particolarmente rilevanti nel dibattito odierno. L’Italia sta contribuendo attivamente alla preparazione del Vertice e sarà lieta di ospitare il pre-Summit a Roma, impegnandosi allo stesso tempo a mantenere la sicurezza alimentare e la nutrizione al centro dell’agenda della sua Presidenza del G20. (@OnuItalia)