Del Re: la cooperazione è nel Dna dell’Italia, ‘andrebbe insegnata nelle scuole’

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ROMA, 20 LUGLIO – ”La cooperazione allo sviluppo è entrata ormai nel nostro Dna. L’Italia è pienamente attiva in questo ambito che ci vede fortemente impegnati nella lotta alla povertà, per la sicurezza alimentare e la sanità per tutti”: lo ha detto la vice Ministra Emanuela Del Re intervenendo alla trasmissione su Facebook #DueZero30, l’evento settimanale sui grandi temi del futuro organizzato dal Comitato italiano per il World Food Programme.

Cooperazione
Emanuela Del Re

”L’agenda 2020-2030 per il raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile – ha proseguito – è un punto di riferimento di tutte le scelte politiche del Governo italiano. Il Covid-19 ci ha insegnato infatti che tutto ciò che accade nei Paesi più fragili ci riguarda da vicino. Ad esempio, una grave crisi alimentare nei paesi dell’Africa avrebbe una ricaduta rovinosa sul nostro Paese che è nel nostro interesse, ancor prima che un imperativo etico e morale, prevenire. Fondamentale, da questo punto di vista, sarà il ruolo delle agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite, la cui sede a Roma è legata alla leadership italiana nelle filiere agro-alimentari e nella diffusione a livello globale di una cultura dell’alimentazione sana e sostenibile, oltre che funzionale al cambiamento della narrativa sull’Africa, continente con cui intendiamo avere un legame paritario, di partenariato”.Mediterraneo

Secondo Del Re ”il Mediterraneo non ci divide dal continente africano, bensì ci unisce e quindi ciò che accade lì riguarda tutta l’Europa. Viviamo in un mondo interconnesso e interdipendente – ha sottolineato la Vice Ministra – ed è per questo importante che i Paesi avanzati, come l’Italia, portino expertise ma anche risorse economiche laddove le crisi umanitarie e i conflitti creano estremismo e violenza. Anche la crisi socio economica seguita alla pandemia da Covid, dunque va risolta sul nascere con il contributo di tutti perché non vogliamo diventi cronica”.
”In questo ho fiducia che ci aiuteranno i giovani, da sempre la forza motrice del cambiamento. Sono in tanti quelli già impegnati nel volontariato e nella cooperazione che – ha suggerito Del Re – andrebbe insegnata nelle scuole per formare donne e uomini migliori”.