COP25 inciampa su mercato carbonio, disappunto Guterres; Costa, piu’ responsabilità per 2020

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MADRID, 15 DICEMBRE – La COP25 di Madrid inciampa sull’articolo 6 dell’Accordo di Parigi sulla regolazione globale del mercato del carbonio, il nodo più difficile da sciogliere. Molti Paesi e il segretario generale Antonio Guterres hanno espresso disappunto perche’ nella capitale spagnola non si è riusciti a raggiungere un accordo.

“Sono deluso”, ha detto Guterres: “La comunità’ internazionale ha perso una occasione importante di mostrare crescente ambizione su mitigazione, adattamento e finanziamenti contro la crisi del clima”.

Se ne riparlera’ nel 2020, con un Guterres “sempre piu motivato a lavorare perche’ sia l’anno in cui tutti i paesi si impegnino a fare quel che ci dice la scienza”.

Delusa anche Greta Thurnburg, la sedicenne attivista svedese scelta da Time come “Persona dell’Anno”. Sembra che la Cop25 di Madrid stia fallendo. La scienza è chiara, ma la si sta ignorando. Qualunque cosa accada non ci arrenderemo mai. Abbiamo solo appena iniziato”, ha scritto Greta su Twitter.

“L’Italia è ed è stata tra i capofila dei Paesi ambiziosi e, al tempo stesso, ha ascoltato le voci delle varie parti per dare il suo contributo alla ricerca di terreni comuni. Siamo soddisfatti del risultato? No. Bisogna essere onesti. In queste ore tutti stanno parlando di tutto ciò che non è stato ottenuto e questo ci rammarica, perché molte di queste cose sono vere. Non possiamo ritenerci soddisfatti, però voglio dire che L’Europa, e quindi l’Italia hanno spinto per ottenere molto di più. L’articolo 6, l’articolo che regolamenta il mercato del carbonio, è stato al centro della discussione. Si sono poste le basi per continuare il dialogo”, ha commentato il ministro per l’Ambiente, Sergio Costa.

“Chiaramente questo ci carica ancora più di responsabilità per il 2020 dove durante la Pre-Cop a Milano faremo di tutto per portare a casa il risultato. Facendo leva sulla nostra capacità di dialogare a 360°. Sappiamo bene le ambizioni che gravano sull’Italia e sulla Gran Bretagna nel 2020, ma noi abbiamo le idee chiare e sappiamo che vogliamo un futuro migliore per i nostri figli e i nostri nipoti. L’Italia e l’Europa hanno fatto vedere che si può fare di più… altri Paesi no”, ha concluso il ministro. (@OnuItalia)