Cornado al Board dell’OIM: emergenza COVID non solo sanitaria, anche socioeconomica

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GINEVRA, 25 NOVEMBRE- Le grandi sfide poste dalla pandemia da COVID sono “un’emergenza sanitaria che si è rapidamente trasformata in una grande crisi globale con un enorme impatto socioeconomico, soprattutto sulle popolazioni più vulnerabili”: lo ha detto il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, nel suo intervento oggi alla 111esima sessione del Consiglio dell’OIM, presieduta dal Direttore Generale, Antonio Vitorino.

L’Ambasciatore Cornado ha sottolineato come “sebbene nei primi mesi di pandemia sia stata registrata una significativa contrazione dei flussi migratori, le ragioni per cui le persone emigrano, tra cui la ricerca di migliori opportunità economiche, l’istruzione, il ricongiungimento familiare o la fuga dalla violenza e condizioni di vita insopportabili, sono ancora più forti che mai”.

Cornado ha ricordato il costante sostegno dell’Italia all’Organizzazione, lodando “il notevole lavoro svolto dal personale dell’OIM sul campo e la leadership mostrata nel fornire assistenza ai governi per una gestione più sostenibile delle migrazioni, che non è mai mancata nemmeno nelle fasi più acute della pandemia”. Ha inoltre ribadito l’impegno italiano ad affrontare le cause profonde delle migrazioni nei Paesi di origine, soprattutto nel continente africano, attraverso l’allocazione di fondi bilaterali e multilaterali, auspicando un migliore coordinamento tra i partner sul terreno e ricordando la collaborazione fra l’Italia e l’OIM nell’attuazione dei programmi di ritorno volontario assistito e di reinserimento, in particolare dalla Libia.

Infine, l’Ambasciatore Cornado ha sottolineato la necessità di una maggiore cooperazione internazionale, che può essere raggiunta solo rafforzando le istituzioni multilaterali e sostenendo il ruolo fondamentale dell’OIM nella gestione della migrazione globale, a beneficio di tutti i partner e degli Stati Membri. L’intervento integrale: clicca qui (@OnuItalia)