Coronavirus: FAO attua misure; direttore lavora da casa dopo convegno Vaticano

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ROMA, 18 MARZO – Nelle ultime cinque settimane l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha implementato una serie di misure precauzionali per tutelare i propri dipendenti e le loro famiglie dalla minaccia del nuovo coronavirus (Covid-19).

Le misure sono state implementate in conformità alle direttive e ai protocolli stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalle autorità italiane.

L’ultima misura è stata adottata dal Direttore Generale della FAO QU Dongyu, che da questa settimana lavora da casa, in seguito ad un avviso del Vaticano, nel quale si comunicava che uno dei suoi dipendenti, che ha partecipato ad un convegno organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita tra il 26 e il 28 febbraio a Roma, è risultato positivo al COVID-19. In linea con i protocolli dell’OMS, il Direttore Generale Qu e sette colleghi della FAO, che hanno partecipato al convegno il 28 febbraio, lavoreranno da casa per i restanti cinque giorni del periodo previsto di 14 giorni, fino al 14 marzo. Il loro stato di salute verrà monitorato con il supporto del Servizio Medico della FAO, con quotidiane misurazioni della temperatura.

Da diverse settimane la FAO sta monitorando e rispondendo proattivamente all’evolversi della situazione. Dall’inizio di febbraio sono state messe in atto misure che consentono ai dipendenti di telelavorare da casa per un periodo di 14 giorni dal rientro da regioni ad alto rischio del nuovo coronavirus, come previsto dall’OMS e dalle autorità italiane.

Due settimane fa, all’insorgere di diversi focolai in Italia – la FAO ha sede a Roma – una task force, convocata dal Direttore Generale Qu Dongyu il 29 gennaio e coordinata da un Vicedirettore Generale, è entrata immediatamente in azione, coordinandosi con le autorità italiane e con altri organismi delle Nazioni Unite con sede a Roma, e riunendosi ogni giorno per valutare la situazione e sviluppare misure precauzionali. La FAO, per esempio, per oltre una settimana a fine febbraio ha effettuato quotidianamente lo screening della temperatura su circa 1.000 partecipanti a una conferenza internazionale di esperti di biodiversità presso la sua sede romana. Con il supporto della Croce Rossa Italiana gli screening sono stati estesi a tutti i dipendenti e visitatori, e sono stati resi obbligatori per tutti la scorsa settimana. Ad oggi non sono stati registrati episodi preoccupanti.

Nel frattempo la FAO ha progressivamente rinviato o annullato grandi convegni previsti per la fine di febbraio e il mese di marzo – incontri, workshop, corsi di formazione, visite di gruppi, fiere, mostre e proiezioni di film. La prevista celebrazione della Giornata internazionale della Donna di venerdì scorso è stata trasformata in una giornata virtuale, senza pubblico dal vivo ma collegato via webcast.

I dipendenti della FAO sono stati invitati a mantenere la distanza di sicurezza negli uffici, negli ascensori, nelle mense e in altre aree comuni. Nella mensa sono stati ridotti i posti a sedere e gli orari sono stati prolungati. Fornitori e prestatori di servizi sono stati invitati ad adottare misure precauzionali. Negli uffici FAO in tutto il mondo sono state distribuite direttive per rivedere tutti i programmi di viaggio e limitare gli spostamenti ai più essenziali e sicuri. Dalla settimana scorsa, in seguito alla chiusura di tutte le scuole in Italia, i dipendenti con figli possono scegliere di lavorare da casa. L’opzione è stata estesa alle donne in attesa. Tutte le misure sono state sviluppate con il costante impegno dei rappresentanti del personale.

La FAO ha inoltre rivisto le sue disposizioni di continuità operativa. Dopo il successo dei progetti pilota della scorsa settimana, la FAO ha attivato il suo piano di continuità operativa, impiegando solo personale scheletro nella sua sede. Altri dipendenti lavoreranno da casa, garantendo la fornitura di servizi e il buon funzionamento dell’Organizzazione.

Con l’evolversi della situazione del COVID-19 in Italia e nel mondo, la FAO resta vigile con la sua Equipe di Gestione delle Crisi attiva 24 ore su 24 per valutare i rischi e ottimizzare le misure. Per la FAO il benessere di tutti i suoi dipendenti è di primaria importanza. (@OnuItalia)