Corridoi umanitari: in Italia porti chiusi, ma migliaia accolti negli ultimi anni

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Salvataggi (Guardia Costiera)

ROMA, 7 GENNAIO – Mentre i migranti sulle due navi delle ong Sea Watch e Sea Eye restano in mare il governo italiano conferma la linea dei “porti chiusi”in Itakua . I 49 fuggiti dall’inferno libico “non arriveranno in Italia”, ha ribadito il ministro dell’interno Matteo Salvini anche dopo che papa Francesco, per la seconda volta in 48 ore, ha rinnovato l’appello all’accoglienza dei profughi che si aggrava sempre di più con il passare delle ore: “Alcune persone – è l’allarme che arriva dalle Ong – hanno iniziato a rifiutare il cibo, la situazione è allo stremo e non possiamo resistere ancora a lungo”.

Salvini insiste sulla linea dura: far approdare le navi,”sarebbe un segnale di cedimento che fa dire agli scafisti ‘continuiamo ad andare a prenderli perché tanto prima o poi in Italia ci arrivano. Io dico basta”. Salvini ne ha anche per le Ong, “furbetti – dice – che cambiano bandiera e non rispettano le regole. Ci sono una nave olandese e una tedesca in acque maltesi. Malta Germania e Olanda facciano il loro dovere”. Posizioni sulle quali converge anche il premier Giuseppe Conte dopo aver tentato però di mediare tra l’intransigenza del leader leghista e i malumori di pezzi importanti dei cinquestelle. Palazzo Chigi , riporta l’ANSA, non smentisce il retroscena del Corriere della Sera nel quale si attribuiva al presidente del Consiglio la proposta di accogliere 15 dei 49 migranti – non solo donne e bambini come aveva chiesto l’altro vicepremier Di Maio ma anche “i mariti, perché non siamo gente che smembra le famiglie” – per dare “un segnale all’Europa”. Ma lascia a fonti di governo leghiste sottolineare che tra Salvini, Conte e altri componenti del governo “non c’è alcuna polemica”.

Le stesse che poi ribadiscono la linea’: “Salvini non cambia posizione e ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi arrivo via mare in Italia, per bloccare il traffico di esseri umani. La soluzione sono i corridoi umanitari via aereo per chi scappa davvero dalla guerra”. A consentire di salvare la faccia a tutti potrebbe essere l’ipotesi che in queste ore gli ambasciatori dei 28 paesi dell’Ue stanno mettendo a punto. Secondo fonti diplomatiche, una decina di paesi, tra cui la stessa Italia oltre a Germania, Francia, Portogallo, Olanda, Lussemburgo e Romania, si sono detti disponibili ad accogliere i migranti a patto che Malta apra i suoi porti per lo sbarco.

Intanto un focus sui corridoi umanitari, in particolare per via aerea, per risolvere il problema dei migranti: la soluzione proposta da Salvini è stata già messa in pratica negli ultimi  anni da alcune iniziative italiane, in particolare quella della Comunità di Sant’Egidio, insieme con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) che ha portato in salvo in Italia oltre mille persone dai Paesi dell’Africa e soprattutto dalla Siria.

A fine 2018 sono oltre 2.200 i rifugiati siriani arrivati con questo  progetto in Italia, Francia, Belgio e Andorra. Altri migranti sono stati portati in salvo da una analoga iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con Onu e con Tripoli, con oltre 300 persone arrivare nel nostro Paese. Sempre la Cei ha tratto in salvo negli anni passati profughi siriani da campi di raccolta in Giordania. Ai profughi, una volta arrivati, è stato offerto un programma di integrazione che prevede l’apprendimento dell’italiano, l’avviamento al lavoro e l’iscrizione a scuola per i minori. (@OnuItalia)