Covid-19: OMS, 10 volte più letale della suina, aperture lente e graduali

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GINEVRA, 14 APRILE – Il Covid-19 si diffonde molto rapidamente ed è 10 volte più mortale rispetto al virus responsabile dell’influenza, esplosa nel marzo 2009 in Messico,la cosiddetta febbre suina. Lo ha detto in teleconferenza da Ginevra il Direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, chiedendo che l’allentamento delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19 sia lento e graduale. “I dati raccolti in diversi paesi ci danno un’immagine più chiara di questo virus, del suo comportamento, del modo per fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che si diffonde rapidamente e sappiamo che è mortale, 10 volte più del virus responsabile dell’epidemia di influenza del 2009”,ha dichiarato. La pandemia del 2009-2010 provocò circa 18mila morti nel mondo e centinaia di migliaia di contagi, specie nel continente americano. oms
Il numero uno dell’OMS ha aggiunto: “Sappiamo che in alcuni paesi, i casi di Coronavirus raddoppiano ogni 3-4 giorni. Il virus accelera molto velocemente ma decelera molto più lentamente. Ciò significa che le misure restrittive devono essere revocate lentamente e con controllo. Non può accadere tutto in una volta”.
Nel corso del briefing sul coronavirus con i giornalisti il Direttore generale ha fatto il punto della pandemia nel mondo spiegando che ”i dati provenienti da diversi Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, come si comporta, come fermarlo e come trattarlo”.
L’Oms inoltre pubblicherà i suoi consigli strategici aggiornati per aiutare i governi a prendere decisioni nella lotta al virus, tra cui “sei criteri per i Paesi che stanno considerando di revocare le restrizioni”. Tra i criteri indicati per le riaperture: “Che la diffusione sia sotto controllo; che le capacità del sistema sanitario siano in grado di rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso di Covid-19 e rintracciare ogni contatto; che i rischi di epidemia siano ridotti al minimo in contesti come strutture sanitarie e case di cura; che siano previste misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e in altri luoghi di presenza essenziale; che i rischi di importazione siano gestibili; che le comunità siano pronte ad adeguarsi alla ‘nuova norma'”.
Quanto alla ricerca scientifica, secondo Michael Ryan, direttore dell’Oms per le emergenze, “c’è da aspettarsi che una persona con una risposta immunitaria possa essere protetta dal contagio per un periodo ragionevole di tempo”. L’Oms, ha detto Ryan, “sta prendendo seriamente le ricerche sul potenziale della clorochina, ma non ci sono prove della sua efficacia contro il Covid-19″. “Stiamo vedendo una stabilizzazione con un calo nel numero dei ricoverati, mentre il numero delle vittime impiegherà di più a calare”. Ma il calo “non significa assolutamente che sia finita, anzi è tempo di raddoppiare la vigilanza“. Per Ryan non si potrà semplicemente abolire la chiusura totale: “Dovremo cambiare i nostri comportamenti per il futuro”.