COVID-19: cosa stanno facendo le Ong in Italia e all’estero

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A digitally-enhanced microscopic image shows a coronavirus infection in blue of the first case discovered in the United States. , by CDC/Hannah A Bullock/Azaibi Tami

ROMA, 10 APRILE – Da fine febbraio, l’onda del Covid-19 ha travolto la vita di ogni persona, ovunque nel mondo e anche la società civile e il Terzo settore, a seconda delle specificità, ha risposto alla richiesta di sostegno da parte delle istituzioni italiane e, al tempo stesso, ha mantenuto l’impegno nei confronti dei Paesi dove sono attivi progetti di cooperazione internazionale, anche laddove non è possibile svolgere in questo momento determinate attività.

La rete del Network italiano Salute Globale, attiva in tutto il territorio nazionale, vede le sue organizzazioni in prima linea su vari fronti:

Aidos ha realizzato un sito, in italiano e inglese, Covid19Italia.help per condividere informazioni e attivarsi a supporto dell’emergenza. Una sezione è dedicata alle fake news, da quelle che danno false indicazioni sui rimedi per il virus a quelle che riguardano le misure economiche che sta prendendo il governo o quelle che si rivelano truffe per anziani e persone vulnerabili.

Aidos ha dovuto sospendere le attività che prevedevano la partecipazione di più persone (formazioni, attività di sensibilizzazione) previste nei progetti in Italia/Europa. In linea con le misure adottate in Giordania per contrastare il Covid-19, sono stati sospesi i progetti in realizzazione nel Paese. Le altre attività sono seguite con il lavoro da casa. Nel sito sono state create due pagine/news, una fissa dedicata alle donne vittime di violenza e stalking con info utili se se sono in difficoltà e un’altra dedicata a “Coronavirus, genere e diritti”: una raccolta di informazioni, articoli, approfondimenti, iniziative istituzionali e non sul nesso pandemia e diritti delle donne e delle ragazze.

Amref Health Africa sta lavorando nelle task force dei Ministeri dei Paesi dove opera, sensibilizzando le comunità sulle specificità del Covid-19 e sulle misure da prendere, puntando sul distanziamento, sull’igiene e usando la tecnologia, con un approccio che può essere chiamato ‘eHealth’. Sul sito di Amref anche le voci degli operatori da Senegal, Kenya, Uganda ed Etiopia: al 25 marzo erano 2.304 i casi di Covid-19 confermati nel Continente africano. Tra i Paesi più colpiti Sud Africa, Egitto, Algeria, Marocco, Burkina Faso, Senegal.

Il CCM a Torino si è attivato in rete con altri partner (World Friends e Associazione Mediatori Multiculturali Interculturali) in collaborazione con le autorità sanitarie cittadine delle equipe mobili multi disciplinari per fare promozione sanitaria e fornire supporto ai senza fissa dimora nelle città di Torino e Rivoli. Sono state sospese invece le attività formative e nelle scuole. Insieme a Amref e Ciai ha lanciato una raccolta fondi per l’acquisto di materiale sanitario a favore degli ospedali dell’Asl Città di Torino, Sacco di Milano e Spallanzani di Roma. Ha sostenuto singolarmente l’acquisto di un kit per video conferenze per l’ospedale di Rivoli. All’estero sta seguendo le indicazioni dei governi. In Kenya e Etiopia le attività dei progetti, molto legate alla mobilitazione comunitaria e formazione, hanno subìto un rallentamento e si sta provando a riconvertire alcune delle azioni in ottica di prevenzione Covid. Procedono invece regolarmente le attività a sostegno dei centri di salute e degli ospedali in Sud Sudan con la presenza di operatori europei e africani.

Cesvi a Bergamo e Milano, grazie al contributo di privati cittadini e aziende e all’impegno di molti personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, ha raccolto e investito circa 4 milioni di euro per progetti legati all’emergenza Covid-19 destinati alle strutture sanitarie e al sostegno degli anziani vulnerabili. Ha consegnato 700mila dispositivi di protezione e oltre 500 ventilatori destinati all’Ospedale di Bergamo, all’Ospedale da campo degli Alpini e alle ATS della provincia. È stata consegnata anche una postazione CardioHelp al Papa Giovanni XXIII e sono in arrivo una Tac mobile e letti per la degenza sub intensiva per l’Ospedale da campo. Inoltre, a Bergamo e Milano Cesvi, in collaborazione con le istituzioni e le realtà associative del territorio, si occupa anche di sostenere la fascia vulnerabile degli over 65 attraverso il rafforzamento delle prestazioni a domicilio. Gli interventi mirano a supportare gli anziani per le prime necessità (spesa, farmacia, consegna pasti etc.) e per prevenire situazioni di emarginazione e isolamento.

La sicurezza dei lavoratori e l’inserimento nei progetti di attività per la prevenzione del Covid-19 sono le misure principali attraverso cui Coopi sta affrontando l’emergenza coronavirus: in Italia, fra Milano e le altre sedi con il telelavoro, e all’estero dove ogni sede di Coopi ha messo a punto un piano di contingenza, per salvaguardare la salute del personale, sia espatriato sia locale. Ogni piano contiene misure per l’informazione, la prevenzione e il comportamento da attuare in caso di emergenza.

Cospe sta organizzando attività di informazione e sensibilizzazione per chi beneficia dei progetti in corso, oltre alla distribuzione di mascherine e gel idroalcolico. In generale, sono stati interrotti gli eventi in presenza e le missioni in alcuni casi sono diventate occasioni di training on line, nei diversi paesi sono state adottate misure igieniche preventive ed è stato attivata la modalità online anche per tutta l’attività educativa e formativa nelle scuole, dai laboratori sull’hate speech per studenti e insegnanti ai corsi di italiano per stranieri.

Medici con l’Africa Cuamm ha donato 4 respiratori e altro materiale di protezione a quattro ospedali di Schiavonia (Padova), Cremona, Parma e Carate (Monza e Brianza). In Africa, per essere pronti a fronteggiare in maniera adeguata un’epidemia che si sta gradualmente espandendo, sta sostenendo 23 ospedali, a partire dalle “isolation unit” (tende sanitarie montate accanto all’ospedale per isolare i contagi) e dalla fornitura di presidi sanitari di protezione al personale, internazionale e locale.

Decine di medici, infermieri e operatori, collaboratori di Medicus Mundi Italia -Svi-Scaip (3 ong bresciane unite in co-working) sono impegnati sull’emergenza Covid-19, in strutture sanitarie di Brescia e provincia o in attività di supporto volontario a persone vulnerabili (soccorso, sostegno agli anziani, ecc.). Decine di cooperanti sono impegnati nella prevenzione della diffusione del contagio in Burkina Faso, Mozambico, Kenya. Con le altre Ong è stato realizzato anche un Vademecum sul Covid-19.

In Kenya, lo staff di World Friends e del Ruaraka Uhai Neema Hospital ha implementato delle misure di sicurezza per bloccare il livello di diffusione del virus, come il servizio di triage all’ingresso e l’allestimento di un’ala per l’isolamento all’interno dell’ospedale. Le attività progettuali di World Friends sul campo sono state sospese per evitare eventuali contagi. In Italia, nella città di Torino, insieme a CCM, promuove il progetto “Io R-esisto in strada”, con l’obiettivo di riprendere le attività di educazione sanitaria e distribuzione di farmaci per i senza fissa dimora, nonché di supporto telefonico per gli operatori delle strutture di accoglienza. (@OnuItalia)