COVID-19: Italia in CdS, “diritti donna, parita’ di genere al centro risposta al virus”

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NEW YORK, 17 LUGLIO – “La pandemia e le misure restrittive adottate per limitare il contagio hanno determinato un incremento della violenza contro donne e bambine, soprattutto nei teatri di conflitto, in cui continua ad essere usata come arma di guerra. Per questo, la protezione dei diritti della donna e l’eguaglianza di genere debbono essere poste al cuore delle strategie di risposta emergenziale e di ripresa post-COVID-19,” si legge nell’intervento nazionale, presentato dalla Rappresentanza Permanente italiana all’ONU New York, al Dibattito Aperto del Consiglio di Sicurezza sulla violenza sessuale in conflitto, tenutosi oggi in video-conferenza.
“Il contrasto alla violenza sessuale in conflitto e ad ogni forma di violenza di genere, incluse le pratiche tradizionali dannose come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati precoci, costituisce una priorità per l’Italia. Per sradicare ogni forma di violenza di genere è necessario un cambio di paradigma che richiede in primo luogo la partecipazione effettiva delle donne in ogni processo decisionale e un approccio incentrato sulle vittime. Il rafforzamento dello stato di diritto e dei sistemi giudiziari costituisce un elemento fondamentale nella lotta all’impunità per questi crimini che rappresentano una grave violazione del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani. L’Italia sostiene il lavoro del team di esperti ONU per lo stato di diritto e la violenza di genere in conflitto, impegnato in situazioni conflittuali e post conflittuali ad assistere i governi su queste tematiche”, si legge nell’intervento.
L’Italia – prosegue il messaggio – è a favore dell’inclusione della violenza di genere in conflitto come criterio di designazione automatico a sé stante nei regimi sanzionatori e incoraggia un più sistematico raccordo tra Consiglio di Sicurezza e Corte Penale Internazionale nell’indagare e perseguire tali crimini.
L’Italia è stata tra i primi paesi ad aderire all’iniziativa del Segretario Generale per la tolleranza zero nei confronti di questi abusi nell’ambito delle operazioni di pace ed e’ il principale sostenitore del fondo Onu per l’assistenza alle vittime. (@OnuItalia)