COVID-19: Zappia, “alla prova della pandemia resiste meglio chi lavora assieme agli altri”

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NEW YORK, 16 GIUGNO – “Alla prova del Covid resiste meglio chi lavora insieme agli altri.” Così la Rappresentante Permanente italiana all’ONU a New York, Mariangela Zappia, nel suo intervento ai Dialoghi per Ripartire “Multilateralismo, sovranismi e Stato: chi resiste meglio alla prova del COVID19?”, iniziativa della Fondazione De Gasperi e AVSI, aperta dal Presidente della Fondazione, Angelino Alfano.

“Il multilateralismo, di cui le Nazioni Unite sono la massima espressione, è uno spazio di dialogo da preservare e in cui si difende al meglio l’interesse nazionale, portando i propri valori, le proprie agende. E’ un sistema imperfetto, che va riformato, superando anacronismi – la paralisi del Consiglio di Sicurezza a fronte della pandemia è una rappresentazione plastica dell’esigenza di riformarne la struttura – e migliorando la capacità e gli strumenti di organizzazioni, in primis l’ONU, che fanno la differenza sul terreno ogni giorno per milioni di persone,” ha detto l’Ambasciatrice.

Secondo la Zappia, “seppure in crisi, il multilateralismo non ha mai smesso di funzionare, anche ricorrendo a formule nuove. L’Alleanza per il vaccino anti-Covid19 indica la strada: la formazione di alleanze flessibili cross regionali attorno a obiettivi condivisi e con il coinvolgimento di tutti gli attori. Il multilateralismo oggi non può essere fatto solo dagli Stati, ma con la partecipazione di settore privato, società civile, mondo scientifico e accademico.”

Allo stesso tempo, “serve uno Stato che riprenda a sé la responsabilità di rifondare il contratto sociale attorno ai diritti della persona. Salute, clima, ambiente, lotta alle disuguaglianze e a ogni forma di discriminazione, digitalizzazione, diritti umani e parità di genere sono gli aspetti che davvero contano per i cittadini e che sono al centro del piano di rilancio nazionale. Questo contratto si propaga nella dimensione internazionale. L’Agenda 2030, che incarna il multilateralismo moderno, indica concretamente che queste sono le cose da fare per ricostruire. Il programma della Presidenza italiana del G20 riflette le stesse priorità: Persone, Pianeta, Prosperità, Partnership”, ha osservato la Rappresentante italiana all’Onu, al cui avviso “i valori da cui ripartire sono gli stessi alla base del progetto europeo e incardinati nella nostra Costituzione. In questa prospettiva, l’Europa è un attore vincente. Se l’Unione Europea supererà in maniera virtuosa la crisi, e Next Generation EU è un passo in questa direzione, potrà dimostrare ancora una volta la sua capacità di fornire un modello, di essere propulsore di un multilateralismo efficace.”

Alla  fine di maggio la Commissione Europea ha ufficializzato la sua proposta per il Recovery Fund, ribattezzato ‘Next Generation Eu’ e dotato di 750 miliardi divisi tra prestiti (250) e sovvenzioni (500). Il nuovo strumento prevede tra l’altro i 560 miliardi della Recovery and Resilience Facility (RRF) da ripartire tra sovvenzioni e prestiti e legati alla realizzazione di riforme; React-Eu: 55 miliardi veicolati attraverso la politica di coesione verso i territori piu’ colpiti dalla crisi; un fondo da 40 miliardi a sostegno dei territori piu’ in difficolta’ nell’affrontare la transizione ecologica; un Fondo agricolo per lo sviluppo rurale da 15 miliardi; un Solvency Support Instrument: 31 miliardi che potrebbero mobilitarne oltre 300 per sostenere, gia’ a partire da quest’anno, le aziende sane prima della crisi; Eu4healt: nuovo programma europeo per la sanita’ dotato di 9,4 miliardi; RescuEu: rafforzamento della protezione civile europea; Horizon Europe: 11 miliardi di dotazione aggiuntiva per sostenere la ricerca in Europa; e una dotazione aggiuntiva di 16,5 miliardi per interventi nei Paesi vicini, soprattutto nei Balcani. (@OnuItalia)