Un anno di Covid: per Unicef diffusissimi i contagi sotto i 20 anni. Rischiamo una generazione perduta

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ROMA, 11 MARZO – A un anno da quando il COVID-19 è stato dichiarato una pandemia, gli ultimi dati disponibili dell’UNICEF mostrano una ”devastante e distorta nuova normalità per i bambini del mondo”. ”Un anno dopo la pandemia da COVID-19, sono stati fatti passi indietro su quasi tutti i più importanti indicatori per l’infanzia”, ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF. ”Il numero dei bambini affamati, isolati, abusati, ansiosi, che vivono in povertà e costretti a matrimoni precoci è aumentato. Allo stesso tempo, il loro accesso all’istruzione, alla socializzazione e a servizi essenziali compresi quelli per la salute, la nutrizione e la protezione sono diminuiti. I segnali che i bambini porteranno le cicatrici della pandemia per gli anni a venire sono inequivocabili”.

Secondo i dati Unicef la pandemia ha colpito i bambini:

• A marzo 2021, il 13% dei 71 milioni di contagi da COVID-19 in 107 paesi (il 62% dei contagi globali totali) con dati divisi per età si sono verificati tra bambini e giovani sotto i 20 anni di età.

• Nei paesi in via di sviluppo, ci si aspetta che la povertà dei bambini aumenterà di circa il 15%. Si prevede inoltre che ulteriori 140 milioni di bambini in questi paesi si trovino già in famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà.

• Le scuole per oltre 168 milioni di bambini a livello globale sono state chiuse per circa 1 anno. Due terzi dei paesi con chiusura piena o parziale delle scuole si trovavano in America Latina e nei Caraibi.

• Almeno 1 studente su 3 non ha potuto accedere all’apprendimento da remoto mentre le scuole erano chiuse.

• Circa 10 altri milioni di matrimoni precoci potrebbero verificarsi entro la fine del decennio, minacciando anni di progressi per ridurre questa pratica.

• Almeno 1 bambino e giovane su 7 ha vissuto sotto misure di permanenza a casa per la maggior parte dell’anno, che hanno causato loro stati di ansia, depressione e isolamento.

• A novembre 2020, più dei due terzi dei servizi per la salute mentale dei bambini e degli adolescenti sono stati interrotti.

• A novembre 2020, ulteriori 6/7 milioni di bambini sotto i 5 anni hanno sofferto di malnutrizione acuta nel 2020, ovvero circa 54 milioni di bambini con malnutrizione acuta, una crescita del 14% che potrebbe tradursi in più di 10.000 ulteriori morti di bambini al mese – la maggior parte in Africa Subsahariana e Asia del Sud. Con un calo del 40% nei servizi per la nutrizione per bambini e donne, molti altri risultati raggiunti nel settore della nutrizione potrebbero peggiorare.

• A novembre 2020, più di 94 milioni di persone rischiavano di non essere vaccinate perché in 26 paesi erano state interrotte le campagne di vaccinazione.

• A novembre 2020, in 59 paesi con dati disponibili, i rifugiati e i richiedenti asilo non potevano accedere al sostegno di protezione sociale legato al COVID-19 a causa della chiusura delle frontiere e della crescente xenofobia ed esclusione.

• Circa 3 miliardi di persone nel mondo non hanno strutture di base per lavare le mani con acqua e sapone a casa. Nei paesi meno sviluppati, tre quarti delle persone, più di due terzi delle scuole e un quarto delle strutture sanitarie mancano di servizi igienici di base necessari per ridurre la trasmissione del COVID-19. In media 700 bambini sotto i cinque anni muoiono ogni giorno per malattie causate dalla mancanza di acqua e di servizi igienico-sanitari.

”I bambini devono essere al centro degli sforzi di recupero – ha detto Fore – Questo significa dare priorità alle scuole nei piani di riapertura. Significa fornire protezione sociale, compreso il trasferimento di denaro alle famiglie. Significa raggiungere i bambini più vulnerabili con servizi fondamentali. Solo allora potremo proteggere questa generazione dal diventare una generazione perduta“.