Covid-19: iniziativa Italia, 49 Ambasciatrici all’Onu per parita’ di genere nella ripresa

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NEW YORK, 31 MARZO – Su iniziativa italiana, le Ambasciatrici alle Nazioni Unite si sono oggi espresse con forza a difesa dei diritti delle donne e delle ragazze e per una ripresa globale inclusiva e paritaria. “Ringrazio tutte le colleghe che hanno aderito all’appello”, ha detto su Twitter la rappresentante permanente italiana Mariangela Zappia, che e’ stata la promotrice del progetto.

“Non c’è più tempo da perdere. Abbiamo già perso abbastanza con COVID”, hanno detto le 49 Rappresentanti Permanenti in una lettera aperta pubblicata su vari quotidiani tra cui in Italia “La Repubblica” e poi “Usa Today” negli Stati Uniti, “The National” negli Emirati, “El Universal” in Messico e “Infobae” in Argentina: “Dobbiamo riequilibrare la composizione degli organi decisionali. Dobbiamo integrare il fattore di genere nella progettazione e nell’attuazione dei piani di recupero”, hanno detto le 49 diplomatiche tra cui, in ordine alfabetico, Adela Raz dall’Afghanistan e Linda Thomas-Greenfield dagli Stati Uniti: “Questo richiederà anche dei modelli di ruolo. Come donne ambasciatrici, siamo testimoni per giovani generazioni di ragazze e donne in tutto il mondo che dimostrano che, come noi, anche loro possono farcela. Nessuna carriera e nessun obiettivo è off-limits”.

L’op-ed è stato pubblicato nell’ultimo giorno del mese della donna sullo sfondo di significative battute d’arresto causate dalla pandemia. “Dai nostri posti nell’Assemblea Generale e dagli schermi dei computer a casa abbiamo visto crescere: l’aumento dei decessi; la violenza di genere, compresa la violenza domestica; l’abuso di donne e ragazze che denunciano; l’aumento del divario di genere per l’accesso alle tecnologie digitali; la perdita di posti di lavoro, la diminuzione della partecipazione delle donne alla vita pubblica e al processo decisionale; l’accesso interrotto all’assistenza sanitaria essenziale; l’aumento dei matrimoni infantili; la diminuzione dell’accesso all’istruzione. Giorno dopo giorno in questo anno di lotta contro la pandemia abbiamo visto come le donne sono colpite due volte: prima dal virus e poi dai suoi devastanti effetti secondari. Siamo 49 donne ambasciatrici che rappresentano paesi di tutte le regioni del mondo, e crediamo che una tale realtà sia semplicemente intollerabile”.

Le 49 ambasciatrici affermano che “la crisi del COVID-19 ha il volto di una donna”, perché “le donne sono in prima linea come leader che operano efficacemente con visione e cura, ma anche come vittime di vulnerabilità strutturali e di violenze e abusi”. Questo marzo la Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (CSW) si è concentrata su due questioni: combattere la violenza di genere e aumentare la piena ed effettiva partecipazione delle donne a tutti i livelli e in tutti i settori. La partecipazione significativa delle donne nella politica, nelle istituzioni e nella vita pubblica è il catalizzatore di quel cambiamento trasformativo, di cui beneficia tutta la società. Solo quattro paesi al mondo hanno un parlamento con almeno il 50% di donne. In tutto il mondo solo il 25% di tutti i parlamentari sono donne. Le donne servono come capi di stato o di governo solo in 22 paesi oggi, e 119 paesi non hanno mai avuto un leader donna. Secondo l’UNESCO, il 30% dei ricercatori del mondo sono donne; mentre il 70% della forza lavoro nel campo della sanità e dell’assistenza sociale sono donne, esse costituiscono solo il 25% dei leader nel settore sanitario globale.

Le proiezioni attuali mostrano che se le tendenze continuano, la parità di genere nelle più alte posizioni di potere non sarà raggiunta per altri 130 anni: “Queste cifre parlano di inaccettabili barriere e strozzature che continuano a bloccare la partecipazione delle donne”, hanno detto le ambasciatrici nell’op-ed. “Mentre come donne ambasciatrici siamo ancora sottorappresentate qui a New York – solo il 25% dei rappresentanti permanenti sono donne – siamo impegnate ad essere una forza trainante per cambiare la mentalità. Abbiamo superato da tempo il punto in cui le donne devono giustificare il loro posto a tavola”.

Nel 2019 il numero di donne Rappresentanti Permanenti all’Onu è stato il piu’ grande di sempre con 50 ambasciatrici rispetto a circa 15-20 negli anni ’80 e primi anni ’90. Un primato che resta pero’ molto al di sotto la parità di genere rispetto al totale di 193 membri. (@OnuItalia)