COVID: Link 2007 a Draghi, “deroga temporanea a diritti sui vaccini”

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ROMA, 22 FEBBRAIO – Le Ong italiane che fanno capo a Link 2007 hanno scritto oggi una lettera al premier Mario Draghi in cui, unendosi alla richiesta di più di cento Paesi, istituzioni delle Nazioni Unite, centinaia di organizzazioni della società civile a livello globale, Civil-20 e Labour-20, lanciano un appello perché sia adottata una temporanea deroga ai diritti di proprietà intellettuale per i vaccini anti-Covid. Link 2007 chiede al Governo italiano di esprimere in ogni sede competente, a partire dal WTO, l’UE e il G20, una ferma posizione a favore del superamento di tali diritti, in questa particolare e difficile fase che l’umanità sta attraversando.

“Di fronte ad una situazione globale di 110 milioni di contagi, un bilancio di oltre 2,4 milioni di morti, la diffusione di nuove minacciose varianti del Covid-19, i leader dei Paesi del G20, a partire dall’Italia che ne ha la presidenza, hanno l’obbligo morale e politico di adottare e promuovere ogni misura che possa porre fine alla pandemia. È anche nel loro interesse”, scrive a nome dell’organizzazione il presidente Roberto Ridolfi.

Link 2007 elogia le decisioni assunte in sede G7 sull’aumento degli impegni finanziari per COVAX, dato l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini e garantirne la distribuzione a tutti i paesi del mondo e la donazione a quelli a basso reddito. COVAX sarà comunque insufficiente se la produzione dei vaccini dovesse continuare a rimanere in mano a poche imprese farmaceutiche rendendone più lenta la distribuzione e mantenendo alto il loro costo. “Poche saranno le speranze di raggiungere in tempi congrui una globale immunità, in particolare nel quarto più vulnerabile dell’umanità – ben due miliardi di persone – aggravando i costi umani e allungando il tempo necessario per la fine della pandemia”, si legge nella lettera che arriva a giorni della riunione in cui il Consiglio TRIPS (Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights) del WTO presenterà una relazione sui diritti di proprietà intellettuale relativi ai prodotti anti-COVID, sulla quale poi il Consiglio Generale dell’Organizzazione si esprimerà nei giorni 2-3 Marzo.

L’Italia, i governi dell’UE e quelli del G20 dovranno pronunciarsi su una richiesta di India e Sudafrica di dotare i Paesi membri del potere di non concedere né applicare brevetti legati ai farmaci e ai vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2, fino al raggiungimento dell’immunità globale. La richiesta è sostenuta dall’ampia maggioranza dei paesi in sviluppo che chiedono l’avvio con urgenza di negoziati sulla deroga ai TRIPS. Se è vero che la protezione della proprietà intellettuale può favorire l’ampliamento della ricerca, l’assunzione del rischio, gli appropriati investimenti, è altrettanto vero che, per il vaccino anti-Covid, le aziende farmaceutiche produttrici hanno già potuto beneficiare di ingenti finanziamenti pubblici per la ricerca e la copertura del rischio e che l’attuale commercializzazione dei prodotti sta loro producendo ricavi da capogiro.

“Ci sono paesi, in Europa e in ogni altro continente, che hanno le conoscenze, competenze e capacità tecnologiche per produrre localmente i vaccini anti-Covid in modo sicuro e scientificamente controllabile e quindi per aumentarne la produzione globale e rendere più facile e rapida la loro somministrazione in ogni area del mondo. Aspettano solo le licenze per poterlo fare, come efficacemente avvenuto di fronte a precedenti gravi epidemie. Gli stessi accordi TRIPS prevedono la possibilità di flessibilità e perfino di licenze obbligatorie per esigenze di salute pubblica”, afferma Link 2007: “E’ il momento di negoziarne l’attuazione: ogni ritardo costerà ulteriori contagi, morti e pericolose varianti del virus”. (@OnuItalia)