#CSW63: Italia punta riflettori su Internet e parita’ di genere in MO e Nord Africa

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NEW YORK, 12 MARZO – Internet come motore per la parità di genere: nel trentesimo anniversario dell’invenzione della World Wide Web, Italia e Giordania all’Onu puntano i riflettori con Giordania, UNIDO, UN WOMEN, FAO, ITU e APEB su come la tecnologia digitale può sostenere il processo verso la parità dei sessi in sette paesi del Medio Oriente e Nord Africa, la cosiddetta MENA Region. Uno studio su donne e tecnologie realizzato dall’UNIDO nei paesi della regione – Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Palestina e Tunisia – ha rivelato che in quasi tutti l’accesso delle donne e’ inferiore a quello degli uomini a fronte di un tasso di disoccupazione del 20%, due volte più alto rispetto al cosiddetto “sesso forte”, una percentuale che sale al 25% per le laureate.

Un problema dunque, ma anche una opportunità di cambiamento. “Internet puo’ accelerare il processo verso la parità e consegnarla alla storia, trasformare rapidamente al vita delle donne. Agevolare l’accesso al lavoro, bilanciare il rapporto tra vita e lavoro, ma anche prevenire la violenza contro le donne”, ha detto la vice-presidente della Camera Maria Edera Spadoni, a New York con la delegazione italiana alla 63esima Commissione sullo Stato delle Donne.

L’appuntamento, moderato da Monica Carco’ di UNIDO, e’ stato aperto dalla Rappresentante Permanente italiana al Palazzo di Vetro, Mariangela Zappia, che ha ricordato l’impegno italiano nei paesi Mena, oltre che attraverso numerose iniziative di cooperazione che mettono al centri l’empowerment femminile, anche attraverso l’iniziativa della rete Donne Mediatrici nel Mediterraneo. Zappia ha riaffermato la partnership dell’Italia con il Dipartimento per gli affari politici dell’Onu, elogiandone l’impegno a far applicare la strategia del Segretario Generale sulle nuove tecnologie per aumentare la partecipazione femminile. “La tecnologia digitale, ha detto l’Ambasciatrice italiana, e’ un potente strumento di trasformazione sociale: assicurare l’accesso alle donne all’informazione e ai mercato digitali significa investire concretamente nel loro potenziale come motori di pace e di sviluppo”.

Secondo Zappia, il rafforzamento del ruolo delle donne nei processi di prevenzione e soluzione dei conflitti e’ uno degli ambiti in cui il digitale può fare la differenza: “Dovremmo riflettere in modo approfondito su come la tecnologia possa essere messa al servizio dell’attuazione dell’Agenda Donne, Pace e Sicurezza, in primo luogo nel quadro dei pini di azione nazionali”.

Tutti i panelist hanno d’altro canto sottolineato la difficolta’ a raccogliere dati affidabili sull’alfabetizzazione digitale delle donne della regione,  ma un punto e’ fermo: “Il ‘digital divide’ e’ particolarmente acuto nelle zone rurali: le donne rurali sono ancora dal lato sbagliato”, ha detto Susan Kaaria della FAO. (@OnuItalia)