CSW65: Sereni, sconfiggere la violenza sulle donne in zone di guerra

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NEW YORK/ROMA, 17 MARZO – “Non ci può essere una piena e significativa partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica, senza lo sradicamento di ogni forma di violenza di genere, inclusa quella sessuale”. Lo ha dichiarato durante un evento a margine della 65ma Sessione della Commissione sulla condizione femminile delle Nazioni Unite la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni: “Per questo, prevenire e combattere la violenza contro le donne e le ragazze nelle zone di guerra diventa una priorità essenziale”, ha aggiunto nel corso del panel su “Violence against Girl Children in Armed Conflict and the Role of the International Criminal Justice System”.

Il dibattito, condotto in videoconferenza, è stato organizzato dalla Rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite a New York e co-sponsorizzato da Niger, Belgio, El Salvador, Norvegia, Unione Europea, l’Ufficio della Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i bambini nei conflitti armati, Save the Children international, la Coalizione globale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi (GCPEA) e il Network delle Università per i bambini nei conflitti armati (UNCAC).

“La piaga dei conflitti armati – ha detto Sereni – fa sì che le bambine in quelle aree siano particolarmente a rischio di abusi fisici e sessuali, con effetti permanenti sulle loro vite, uno sviluppo fisico e psicologico minato alla base che finisce per ripercuotersi, negli anni a venire, sull’intera società. Con la pandemia sono arrivate ulteriori insidie per le minori nelle aree di guerra. La chiusura delle scuole e le limitazioni nell’accesso ai servizi sociali e sanitari espongono infatti le bambine e le ragazze a rischi ancora maggiori di violazioni e abusi. L’Italia accoglie dunque con favore tutte le iniziative intraprese dall’ONU, a partire dall’inclusione di questi crimini nello Statuto della Corte Penale Internazionale, perché queste orribili violenze contro le donne e le ragazze nei conflitti sono crimini contro l’umanità”.

Secondo la Vice Ministra bisogna pero’ andare oltre: “Il sistema di giustizia penale internazionale, a partire dalla Corte penale internazionale, deve essere messo in grado di svolgere un ruolo centrale. Per contrastare l’impunità, impedire nuove violazioni e aiutare le vittime a superare i danni causati dalla violenza bisogna garantire che sia fatta giustizia. Solo così queste persone potranno ricostruire la loro vita. L’Italia – ha concluso Sereni – è pienamente impegnata nella protezione dei minori nei conflitti armati e nell’attuazione del Piano d’Azione Nazionale Italiano su Donne, Pace e Sicurezza, approvato lo scorso dicembre, vogliamo prestare particolare attenzione alla condizione delle bambine nelle aree di guerra”. (@OnuItalia)