CUAMM celebra Giornata internazionale infermieri pensando all’Africa

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CUAMM

PADOVA, 11 MAGGIO –  CUAMM Medici con l’Africa celebra domani la Giornata internazionale degli infermieri, nello stesso anno che è stato dedicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità al lavoro di infermieri ed ostetriche.

Gli infermieri e le infermiere sono in prima linea da sempre, in tutto il mondo, nella cura dei pazienti, soprattutto in questi mesi, in cui i sistemi sanitari sono messi fortemente sotto pressione dall’emergenza Coronavirus. L’Africa non fa eccezione, ma parte da una situazione ancora più precaria, afferma l’ong padovana

Ricordare oggi il lavoro silenzioso e indispensabile degli infermieri è importante per Medici con l’Africa Cuamm, che in Africa è presente in 23 ospedali con 2.915 operatori. In queste strutture, supportate dal Cuamm ed ora minacciate dal Covid-19, lavorano circa 1.000 infermieri. Qui Medici con l’Africa Cuamm si è impegnata per portare materiale di protezione e introdurre nuove procedure di prevenzione, per proteggere il personale sanitario, particolarmente esposto al contagio.

Se il Coronavirus è la minaccia più recente per la salute della popolazione africana, rimangono sempre aperte le sfide di prima, come spiega il direttore del CUAMM, don Dante Carraro: «Come in Italia, a maggior ragione in Africa, gli infermieri sono le figure che tengono in piedi i sistemi sanitari. Dai centri di salute, agli ambulatori, ai reparti degli ospedali, fanno un lavoro nascosto, spesso silenzioso, ma essenziale anche per i pochi medici locali e per gli espatriati. Fondamentale la loro capacità di comunicare con i pazienti, grandi e piccoli, anche in termini linguistici e di comprensione dei contesti locali. Senza di loro gran parte del nostro lavoro sarebbe impossibile: per questo è importante celebrarne la figura oggi. Senza dimenticare i molti infermieri e operatori sanitari che in questi ultimi due mesi si sono spesi senza sosta in Italia, per la salute di tutti noi, anche a costo della vita».

I problemi non si fermano con il Coronavirus, ma si accentuano. La gente teme l’epidemia e gli ospedali come fonti di contagio. Molte donne potrebbero scegliere di partorire a casa, per esempio, con grandi rischi per la loro vita. Ad oggi sono quasi 64.000 i casi di coronavirus registrati in Africa: 38.000 nell’Africa subsahariana; 53 i paesi colpiti. Medici con l’Africa CUAMM, organizzazione sanitaria italiana nata nel 1950 è impegnata in otto di questi: Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda. (@OnuItalia)