CUAMM: presentato a Padova il report 2019, un anno con l’Africa

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PADOVA, 2 LUGLIO – Oltre 200 mila parti assistiti; 40 mila trasporti in ambulanza per emergenze ostetriche; 540 mila visite pre e post natali per un totale di 2.700.000 pazienti assistiti. Questo il bilancio del Report annuale 2019 che racchiude le principali attività di Medici con l’Africa Cuamm in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana. Non si tratta solo di numeri, oltre i dati ci sono le storie e le vite di migliaia di persone. Persone curate, mamme aiutate nel momento del parto, bambini malnutriti che riprendono a sorridere, giovani formati che realizzano i propri sogni. E ancora: strutture riabilitate, comunità e villaggi sensibilizzati, malati accompagnati nel loro percorso di guarigione.

«È difficile racchiudere in poche parole un anno di impegno: meraviglia, riconoscenza, bellezza e fiducia, stupore e tenacia nel fare il bene. Nel 2019 abbiamo proposto il messaggio: “Lo stesso futuro”, è quello negato a tante donne e bambini in Africa, il futuro che siamo impegnati a costruire e ricostruire ogni giorno sul campo. Un filo rosso spezzato che va riannodato a partire dal nostro impegno personale e quotidiano. Solo così costruiremo un unico futuro, lo stesso, e sarà più ricco e bello per tutti”,  spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm: “Oggi più che mai vale questo proposito: in questo 2020 “ferito” sentiamo ancora più forte e vivo il desiderio di ricominciare a vivere e a impegnarci in Africa. Non abbiamo mai abbandonato i nostri ospedali durante questo periodo di lockdown e ora, nelle prossime due settimane, partiranno per l’Africa 16 nuovi cooperanti, e da qui ai prossimi 2 mesi, saranno 40».

Il 2019 ha visto gli operatori di Medici con l’Africa Cuamm impegnati in Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda tra 23 ospedali e 855 strutture sanitarie. È stato un anno di grandi sfide e situazioni drammatiche come la devastazione causata dal Ciclone Idai che si è abbattuto sulla città di Beira, in Mozambico, e che ha provocato oltre 600 morti, 146.000 sfollati e 1.850.0000 persone bisognose di cibo e acqua. Altro fronte caldo è stato il Sud Sudan, paese fragilissimo e sempre in una situazione di instabilità, dove investire in salute diventa strumento per costruire concretamente la pace. Allo stesso tempo, tanti sono i risultati raggiunti: in Sierra Leone, la messa in funzione del NEMS, il primo servizio nazionale per le emergenze sanitarie, con 80ambulanze che percorrono il paese e che in un anno hanno effettuato 33.393 trasporti.

«Il lavoro e la dedizione di 4.777 operatori impegnati in prima linea per la salute delle fasce più fragili della popolazione ha portato risultati importanti”, sottolinea Fabio Manenti, program manager del Cuamm: 201.119 donne sono state assistite durante il parto; 33.393 sono stati i trasporti effettuati per emergenze ostetriche e parti; 539.672 le visite pre e post natali; 7.211 i bambini trattati per malnutrizione acuta. “Come Medici con l’Africa Cuamm ci sta poi molto a cuore la formazione, perché dà la speranza di un futuro migliore che si costruisce insieme”, spiega Manenti: “4.831 sono stati gli operatori sanitari locali che potranno portare un aiuto al proprio paese”. (@OnuItalia).