Costa all’UNESCO per Conferenza sull’Acqua, “e’ il diritto dei diritti”

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PARIGI, 16 MAGGIO – “Il diritto di accesso all’acqua e’ il diritto dei diritti. Quasi 1,4 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie associate all’acqua potabile contaminata e tre persone su 10 non hanno accesso all’acqua potabile: ne pagano le conseguenze anche qui maggiormente donne e bambini e la Water Conference dell’UNESCO va nella direzione giusta: l’acqua come diritto inalienabile”, ha detto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa nel suo intervento alla Conferenza sull’Acqua promossa dall’UNESCO a Parigi.

Costa ha sottolineato che le crisi idriche spostano ogni anno circa 70 milioni di persone, numero raddoppiato negli ultimi 50 anni. Le stesse crisi idriche generano conflitti sanguinari con un incremento del 150% dal 2000 al 2018. “L’acqua è sopravvivenza e rappresenta un diritto umano inalienabile eppure parliamo ancora di un bene commerciale sul quale ottenere la massimizzazione del profitto, come si potrebbe fare per qualsiasi prodotto posto in commercio”, ha detto il Ministro.

Alla riunione parigina ha partecipato anche la Vice Ministra agli Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re. Intervenendo nel “panel” sulla promozione di un approccio di genere alla sicurezza idrica, Del Re ha sottolineato la necessità di prestare particolare attenzione alle donne e alle ragazze nella realizzazione del diritto all’accesso all’acqua.

“L’acqua – ha detto – è un elemento condizionante per il raggiungimento di tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030, inclusa la salute. La diarrea è la seconda principale causa di morte tra i bambini sotto i cinque anni. Il problema si potrebbe risolvere con una maggiore consapevolezza che spinga i governi e le popolazioni a intraprendere passi decisi per ridurre il rischio di trasmissione delle malattie. Per questo motivo, nel contesto della settantaduesima Assemblea Mondiale della Salute di Ginevra, l’Italia proporrà l’istituzione di una Giornata Mondiale per la lotta alla diarrea infantile”. (@OnuItalia)