Di Pippo (UNOOSA) in visita a Brindisi: spazio cruciale anche per missioni umanitarie

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BRINDISI, 8 MARZO – Lo spazio e’ indispensabile anche per le missioni umanitarie: “Le attività spaziali sono sempre più chiave nella gestione di qualunque attività giornaliera in qualunque Paese del mondo. Noi all’ufficio per gli affari dello spazio extra-atmosferico ci occupiamo soprattutto di Paesi emergenti e in via di sviluppo, cercando di portare sempre più il contenuto spaziale nelle loro attività: dai disastri naturali all’agricoltura di precisione, sino all’educazione, a come portare più ragazze alle discipline come scienza, tecnologia, matematica”, ha detto Simonetta Di Pippo, astrofisica di fama internazionale e direttrice dell’ufficio delle Nazioni Unite per lo spazio (UNOOSA) in visita, nella Giornata Internazionale della Donna, alla base UNHRD di pronto intervento umanitario dell’Onu a Brindisi.

“Per cercare di aiutare questi Paesi a trovare un modo anche per essere in linea con gli obiettivi sostenibili dell’agenda delle Nazioni unite. Sempre di più noi cerchiamo di trovare sinergie con le altre entità della galassia Onu. E ovviamente lo spazio è trasversale rispetto a tutte le attività. Pensiamo di poter fare molto anche nel settore degli aiuti umanitari. Contiamo di poter lanciare una serie di progetti e attività congiunte perché ormai senza lo spazio, senza le attività spaziali, non si può fare quasi più nulla”, ha detto la Di Pippo, la cui visita a Brindisi e’ servita a individuare possibili sinergie tra le due entità dell’Onu, la base UNHRD del World Food Programme e UNOOSA, unico ufficio dedicato alle attività spaziali e alla cooperazione internazionale nell’ambito dello spazio extra-atmosferico.

Dopo la visita alla base, Di Pippo ha partecipato poi a un panel a Palazzo Narvegna su “Donne Pioniere” con la manager di UNHRD, Marta Laurienzo: Le donne – ha detto Laurienzo – sono tra i soggetti più colpiti nelle crisi umanitarie, spesso marginalizzate nel mondo della scienza e delle tecnologie. E bisogna “evitare che la ricerca, l’innovazione, le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, applicate agli interventi in ambito umanitario, dimentichino questi bisogni e la specificità femminile”. (@OnuItalia)