Di Stefano a Ginevra in visita al CERN: laboratorio particelle parla italiano

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Similarities between the billions of particle collisions in CERN’s Large Hadron Collider and the high-speed trading on commodity futures markets have led to a new research collaboration. (Image: Roger Claus/CERN)

GINEVRA, 23 GENNAIO – Il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, On. Manlio Di Stefano, ha incontrato oggi  Ginevra il Direttore Generale del CERN, dr.ssa Fabiola Gianotti. Nel corso dell’incontro la dr.ssa Gianotti ha illustrato i programmi presenti e futuri del Laboratorio sottolineando l’importante contributo degli scienziati italiani al successo della ricerca del CERN, divenuto ormai il piu’ importante Laboratorio in Fisica delle Particelle del mondo.

Successivamente, il Sottosegretario Di Stefano ha avuto la possibilita’ di visitare l’esperimento Atlas all’LHC. Nel 2012 l’esperimento Atlas, insieme all’esperimento CMS, ha scoperto il Bosone di Higgs. Anche in questo caso il Sottosegretario ha potuto verificare con soddisfazione l’importante contributo italiano, sia in termini di scienziati (coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) che da parte dell’industria nazionale.

Oltre a essere tra i paesi fondatori, l’Italia è sempre rimasta stato membro dell’organizzazione dalla sua fondazione a oggi. Edoardo Amaldi è stato il primo Segretario Generale. Tre italiani sono stati Direttori Generali, la massima carica del laboratorio: oltre alla Gianotti, anche Carlo Rubbia e Luciano Maiani.

Partecipano oggi al CERN 22 paesi membri ed altri con status di osservatore (Giappone, India, Federazione Russa, JINR-DUBNA, Unione Europea, UNESCO e Stati Uniti). Di recente sono entrati come membri associati, con prospettiva di diventare membri a pieno titolo, Romania e Serbia. Rilevanti le ricadute della ricerca sul progresso economico e civile. A titolo di esempio, il World Wide Web (www) fu concepito al CERN nel 1990. Il CERN è anche un laboratorio per la formazione dei giovani, ingegneri, tecnici, fisici, che dopo un periodo di tempo rientrano in patria, trasferendo le conoscenze tecnologiche acquisite nel mondo industriale e produttivo nazionale.

L’Italia partecipa al massimo livello alle attività del CERN. E’ il quarto Paese contributore, con circa 120 milioni di franchi svizzeri all’anno, pari all’ 11% del totale del bilancio, a carico del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha un ruolo significativo nella conduzione degli esperimenti e rappresenta l’ente di riferimento a livello nazionale nei settori della fisica delle particelle elementari e della fisica nucleare.

Gli italiani al CERN in qualita’ di Staff Member sono oltre 300 (su un totale di circa 2.500 addetti), circa 80 dei quali a livello apicale. Inoltre, circa 1.800 italiani collaborano agli esperimenti, provenienti dalle Università e dall’INFN, su un totale di circa 10mila ricercatori da tutto il mondo. Tradizionalmente significativo il ritorno economico al sistema produttivo italiano, grazie alle elevate potenzialità di partecipazione dell’industria italiana agli esperimenti con prodotti di alta tecnologia e provata affidabilità. Nel periodo 1995-2008 il ritorno economico all’Italia dal progetto LHC è stimato in circa 340 milioni di euro, su un totale di 1800 milioni. Attualmente dei quattro grandi esperimenti all’LHC tre sono a guida italiana:ALICE, coordinato da Federico Antinori, CMS, coordinato da Roberto Carlin e LHCb coordinato da Giovanni Passaleva. (@OnuItalia)