Difensori diritti umani: Onu, 281 uccisi nel 2019; Italia, “ruolo essenziale, protezione e’ priorita'”

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L'Ambasciatore Cornado

GINEVRA, 8 MARZO – Reagendo alle “scioccanti” conclusioni dell’ultimo rapporto della Relatrice speciale Onu Mary Lawlor, il rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Gian Lorenzo Cornado, ha affermato che la difesa dei diritti dei difensori dei diritti umani, così come la loro protezione da qualsiasi atto di intimidazione o rappresaglia, è una delle priorità dell’Italia nell’ambito del suo mandato all’interno del Consiglio dei Diritti Umani. Parlando durante un dialogo interattivo del Consiglio con la Lawlor, Cornado ha aggiunto che “i difensori dei diritti umani svolgono un ruolo essenziale e continueremo a sostenere il loro prezioso lavoro e la loro partecipazione alle attività del Consiglio”.

1.323 uccisi in 64 paesi tra il 2015-2019

Nel suo rapporto, pubblicato il 5 marzo, la Relatrice speciale ha affermato che “centinaia di difensori dei diritti umani vengono uccisi ogni anno per il loro lavoro pacifico”, e gli Stati devono trovare la volontà politica di proteggerli e prevenire le uccisioni. “È scioccante che tra il 2015 e il 2019, almeno 1.323 difensori siano stati uccisi in 64 paesi”, ha detto: “Il pattern do queste uccisioni è diffuso, con difensori dei diritti umani uccisi in quasi un terzo degli stati membri delle Nazioni Unite”.

Il dialogo si è svolto nel quadro della 46esima sessione del Consiglio dei diritti umani. Cornado ha osservato che “molti governi stanno venendo meno ai loro obblighi di proteggere i difensori dei diritti umani da attacchi e uccisioni da parte di attori statali e non statali”.

Cornado, “uccisioni spesso prevenibili”

A questo proposito, l’Italia ha ribadito la sua profonda preoccupazione per la situazione critica dei difensori dei diritti umani e degli attivisti in varie regioni del mondo, dove gli abusi e le violazioni sono aumentati in modo drammatico, anche nel contesto del contrasto alla pandemia di COVID-19. “Come sottolineato nel rapporto, queste uccisioni sono spesso prevenibili”, ha detto l’ambasciatore italiano: “Condanniamo quindi ogni forma di minaccia, intimidazione, violenza e rappresaglia contro i difensori dei diritti umani, comprese le minacce basate sul genere, e chiediamo agli Stati di far rispettare i meccanismi e le leggi di protezione”.

La Lawlor è la relatrice speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani dal 1° maggio 2020. È nata e ha studiato in Irlanda. È stata fondatrice e direttrice di Front Line Defenders (2001-2016) e direttrice della sezione irlandese di Amnesty International (dal 1988 al 2000). Nel suo rapporto, dettaglia informazioni raccolte da OHCHR, e supportate da fonti credibili, secondo cui nel 2019 almeno 281 difensori dei diritti umani sono stati uccisi in 35 paesi, tra cui 38 donne. Lawlor ha detto che, a meno che non vengano intraprese azioni radicali, le uccisioni continueranno. (@OnuItalia)