Donne e diplomazia: tante pioniere all’Onu, da Agda Rössel a Mariangela Zappia

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NEW YORK, 7 MARZO – La prima in assoluto fu una svedese, Agda Rössel: nel 1958 divenne la prima donna Rappresentante Permanente alle Nazioni Unite. Unica donna in un mondo di uomini, Agda apri’ la strada a quelle che l’hanno seguite. La Rössel, che veniva dal mondo delle Ong (Save the Children) era una di 60 ambasciatori inviati alle Nazioni Unite e durante il suo mandato si impegno’ su tematiche ancora molto attuali, tra cui la moratoria globale della pena di morte e le multilazioni genitali femminili. Lasciata New York ha servito il suo paese fino al 1964 come ambasciatrice in Yugoslavia, Cecoslovacchia e Grecia. E’ morta a 90 anni nel 2001. 

Il record fu sette anni fa: nel 2014 il Consiglio di Sicurezza registro’ una composizione da primato al femminile. Sei donne ambasciatrici su un totale di 15 seggi entrarono nel massimo organo d governo politico dell’Onu dopo l’insediamento della giordana Dina Kawar.  L’unica donna ambasciatrice fra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza era quell’anno l’americana Samantha Power, seguita dalla britannica Karen Pierce, oggi a Washington. Oltre a lei, le altre ambasciatrici presenti nel Consiglio erano le rappresentanti di Lussemburgo, Lituania, Nigeria e Argentina.

Dal 2018 l’Italia ha una donna Rappresentante Permanente al Palazzo di Vetro, Mariangela Zappia. E’ la prima volta in oltre 70 anni di presenza italiana al Palazzo di Vetro che una donna ricopre questo ruolo. Dal 1983 in carriera diplomatica, quello dell’Onu non e’ il primo ‘soffitto di vetro’ sfondato da Zappia nel corso del lavoro con il Ministero degli Esteri: dopo aver guidato la delegazione UE presso le Organizzazioni Internazionali di Ginevra, dal 2014 e’ stata la prima donna ambasciatrice italiana alla Nato, carica che ha lasciato nel 2016 per prendere il posto di Armando Varricchio (oggi Ambasciatore a Washington), come consigliere diplomatico dei presidenti del Consiglio Matteo Renzi e poi di Paolo Gentiloni.

In Italia la carriera diplomatica è rimasta vietata alle donne fino al 1960, quanto una sentenza della Corte Costituzionale stabilì l’illegittimità della loro esclusione. Ma solo nel 1967 le donne hanno davvero debuttato in diplomazia. In molti Paesi l’ostacolo principale è stato, più del soffitto di cristallo, la barriera del matrimonio, secondo Laurence Badel, professoressa di Storia Contemporanea all’Università Parigi 1 Panthéon-Sorbonne e autrice di una recentissima e approfondita indagine nel mondo diplomatico continentale degli ultimi due secoli, Diplomaties européennes, XIXe-XXIe siècles (edito da Presses de Science Po). “La barrière du mariage ha impedito a lungo alle donne di esercitare come ambasciatrici, se e quando si fossero sposate. Negli Stati Uniti questo veto è rimasto in vigore fino al 1972, in Irlanda fino al suo ingresso nella Comunità europea, nel 1973”.

Secondo l’annuario statistico 2020 del Ministero degli Esteri, in Italia nei gradi apicali della carriera diplomatica sono 4 le donne ambasciatori di grado, 22 le Ministre Plenipotenziarie, 52 le Consigliere di Ambasciata, 40 le Consigliere di Legazione e 114 le Segretarie di Legazione per un totale di 232 donne su 1.018 diplomatici nel complesso.

Di donne e diplomazia si parlera’ l’8 marzo in diretta streaming da Palazzo Farnese, a Roma nel primo incontro del “Dialoghi dal Farnese 2021” organizzato dall’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut français, in collaborazione con l’École Française. “Il ruolo delle donne nella diplomazia internazionale: costruire una pace duratura” è anche il tema dell’incontro che si terrà giovedì 11 marzo alle ore 17:00 in modalità webinar organizzato dalla “Federazione delle donne per la pace nel mondo” (WFWP-Italia) in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e con EcodaiPalazzi.it.

Interverranno all’incontro Carlo Corazza, Capo Ufficio Parlamento europeo in Italia; Gemma Guerrini, Presidente della Commissione Pari Opportunità di Roma Capitale; l’On. Emanuela C. Del Re, già Vice-Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale;  Elisabetta Nistri, Presidente WFWP Italia;  S.E. Sig.ra Rajae Naji El Mekkaoui, Ambasciatore del Regno del Marocco presso la Santa Sede;  Marino D’Amore, Docente Università  Niccolò Cusano di Roma;  Christelle Ollandet, Assistente dell’Ambasciatore del Congo Brazaville;  Antonio Stango, Presidente Federazione Italiana Diritti Umani;  Maria Pia Turiello, Docente Università Internazionale ONU di Roma; moderatrice Maria Gabriella Mieli, Vice-presidente WFWP-Italia.

Con questa iniziativa la WFWP si propone di celebrare  la “Giornata Internazionale della Donna” promossa dalle Nazioni Unite a partire dal 1975. L’incontro vuole mettere in luce il prezioso contributo dato dalle donne nell’attività diplomatica internazionale e l’apporto che potranno offrire in futuro per la realizzazione di un mondo pacificato. Particolare attenzione sarà dedicata a evidenziare le buone pratiche e le corrette norme di comportamento della diplomazia per la costruzione della pace. (@OnuItalia)