Donne e peacekeeping: Zappia, con piu’ donne nelle missioni di pace mandati piu’ efficaci

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NEW YORK, 11 APRILE – “Le donne hanno un ruolo cruciale nelle operazioni di pace. La loro partecipazione a ogni livello consente alle missioni di adempiere in maniera più efficace ai loro mandati, migliorando la performance sia in termini di protezione dei civili che di sicurezza dei caschi blu e degli operatori umanitari.” Lo ha detto la Rappresentante Permanente italiana alle Nazioni Unite, Ambasciatrice Mariangela Zappia, intervenuta oggi al dibattito in Consiglio di Sicurezza sulle donne nel peacekeeping, aperto dal Segretario Generale Antonio Guterres.

“L’Italia è impegnata ad integrare la dimensione di genere in ogni aspetto e livello dell’organizzazione militare e a rafforzare le attività di addestramento specializzate sui temi di genere e i diritti delle donne, anche a beneficio dei caschi blu degli altri Paesi. Da convinti sostenitori dell’Azione per il Peacekeeping promossa dal Segretario Generale, riteniamo sia necessario intensificare e dare maggiore visiblita’ agli sforzi per promuovere il coinvolgimento attivo delle donne in tutte le attività condotte dalle missioni di pace: da quelle di analisi e pianificazione strategica a quelle sul campo, dove le donne possono esprimere un valore aggiunto favorendo le relazioni con  le popolazioni locali e la costruzione di un clima di fiducia.” ha affermato l’Ambasciatrice, ricordando l’esperienza dei contingenti italiani in Afghanistan e Libano.

La riunione del Consiglio era stata convocata dalla presidenza di turno tedesca. Gli Stati membri dell’Onu che contribuiscono con le proprie forze armate a operazioni di pace delle Nazioni Unite devono “sviluppare nuove strategie per aumentare l’impiego delle donne” in queste iniziative, ha detto il ministro della Difesa di Berlino, Ursula von der Leyen. Nel 2017, secondo gli ultimi dati dell’Onu, la quota di donne tra i Caschi blu era del 3 per cento, cifra che sale al 10 per cento per il personale di polizia militare dispiegato nelle operazioni di pace dell’Onu.

“Le peacekeepers donne possono contribuire a contrastare abusi e sfruttamento sessuale facilitando il dialogo con la popolazione femminile dei Paesi in qui le missioni di pace operano. La battaglia contro la violenza sessuale sta particolarmente a cuore all’Italia. Sosteniamo la campagna di tolleranza zero lanciata dal Segretario Generale e contribuiamo al Fondo ONU a sostegno delle vittime di abusi e sfruttamento sessuale” ha detto la Zappia, ricordando il contributo aggiuntivo di 160.000 euro al Fondo, annunciato in occasione della Ministeriale sul Peacekeeping del 29 marzo scorso, e l’impegno dell’Italia come primo contributore di caschi blu tra i Paesi Occidentali e tra i più generosi finanziatori del bilancio delle missioni di pace ONU. (@OnuItalia)