Donne ex leader Onu unite per multilateralismo, contro pericolo populismo

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NEW YORK, 28 FEBBRAIO – Una trentina di donne che negli anni hanno ricoperto posizioni di vertice all’interno delle Nazioni Unite o di istituzioni governative, tra cui l’unica donna Vice Segretario- Generale Louise Frechette e tre recenti candidate alla posizione di Segretario-Generale, Irina Bokova, Helen Clark e Christiana Figueres, hanno scritto una lettera aperta per denunciare con preoccupazione l’avanzata in vari paesi di movimenti populisti che tentano di erodere i progressi fatti in termini di uguaglianza di genere.

Helen Clark

“Nonostante decenni di progressi, talvolta anche notevoli, non abbiamo ancora raggiunto una realta’ universale in cui opportunita’, liberta’ e diritti non siano determinati dal genere. Cio’ che ancor piu’ ci preoccupa, e’ che in alcuni luoghi stiamo vedendo che i diritti basilari delle donne vengono interpretati come se fossero destabilizzanti per le strutture di potere esistenti. Questa regressione e’ cio’ che ci spinge a unirci”, scrivono le firmatarie.

Flavia Pansieri

La lettera nasce dall’iniziativa della Clark, della Bokova e dell’ex ministro degli esteri argentino ed ex capo di gabinetto di Ban Ki-moon Susana Malcorra che in una intervista al Guardian ha denunciato l’ascesa in alcuni Paesi tra cui Brasile, Filippine, Italia e parti dell’Est Europa, di “un tipo di macho-uomo forte”.  Tra le altre firmatarie, l’italiana Flavia Pansieri, ex Vice Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, la presidente dell’Etiopia Sahle-Work Zewde e l’ex presidente irlandese Mary Robinson.

Ecco a seguire il testo dell’appello intitolato Multilateralismo al femminile:

Eleanor Roosevelt

“Come donne leader nei nostri rispettivi ambiti, abbiamo lottato a livello locale e globale per rispondere a sfide quali l’eliminazione della fame, il raggiungimento di pace e sicurezza, la risposta alle emergenze tanto a seguito di disastri naturali quanto indotti dagli esseri umani, e la promozione dei diritti umani, inclusi i diritti di donne, bambini, gruppi marginalizzati e di chi vive con disabilita’. Il nostro lavoro si e’ sempre basato su principi di sviluppo sostenibile e sulla necessita’ di creare resilienza a lungo termine. Il nostro lavoro e’ stato sostenuto dalla nostra determinazione di avere un impatto positivo sulle vite di coloro con cui e per cui lavoriamo, e in particolare chi e’ piu’ vulnerabile. Siamo fermamente convinte che, per raggiungere e mantenere la pace, sia necessario promuovere la piena partecipazione e il potenziale delle donne.

Impegno e responsabilita’ nel promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne sono frutto delle nostre stesse esperienze. Nonostante decenni di progressi, talvolta anche notevoli, non abbiamo ancora raggiunto una realta’ universale in cui opportunita’, liberta’ e diritti non siano determinati dal genere. Cio’ che ancor piu’ ci preoccupa, e’ che stiamo vedendo in alcuni luoghi che i diritti basilari delle donne vengono interpretati come se fossero destabilizzanti per le strutture di potere esistenti. Sussiste un rischio reale di regredire su diritti e principi di uguaglianza ed empowerment per i quali si e’ lottato a lungo, inclusi ma non solo quelli contenuti nella Dichiarazione di Pechino e Piattaforma d’Azione del 1995 e la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU su Donne, Pace e Sicurezza.

Le donne occupano spazi sempre piu’ significativi a livello locale, nazionale e internazionale in strutture politiche, socio-economiche, scientifiche e all’interno di dibattiti sullo sviluppo sostenibile; nell’impegnarci nella societa’ civile in varie campagne di azione, vediamo ora, a quasi un quarto di secolo dalla conferenza di Pechino, un aumento di movimenti e azioni che cercano di arrestare i miglioramenti ottenuti in passato e erodere i diritti delle donne.

Questa regressione e’ cio’ che ci spinge a unirci all’insegna del motto: “Donne leader – voci per il cambiamento e l’inclusione”. In quanto donne leader, chiediamo ai leader di governo, del settore privato, e della societa’ civile di riprendere a investire in politiche e iniziative legali e sociali che promuovano uguaglianza e inclusione. Il nostro e’ un appello a raddoppiare gli sforzi, che in molti luoghi sono del tutto insufficienti. Desideriamo anche sottolineare che politiche che cercano di arrestare ed erodere l’uguaglianza di genere rappresentano un rischio non solo per le donne, ma per l’umanita’ intera perche’ meta’ della popolazione viene privata della possibilita’ di esprimere appieno il propio potenziale.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, l’Accordo di Parigi, la Convenzione sull’Eradicazione di Ogni Forma di Discriminazione Contro le Donne e molti altri accordi internazionali, trattati e convenzioni sono stati ottenuti grazie a sforzi multilaterali e richiedono il nostro impegno collettivo per realizzarne appieno gli obbiettivi. Nonostante rappresentino le speranze e le aspirazioni di generazioni presenti e future, questi accordi e programmi di trasformazione vengono sempre piu’
frequentemente e sorprendentemente messi in discussione. Chiediamo a governi e alle parti interessate di rinnovare l’impegno a sostegno dei principi del multilateralismo e di rispettare gli accordi gia’ presi in questo senso.

Tutte noi firmiamo questa Lettera Aperta convinte che, unendo le nostre voci e facendo leva sulle nostre esperienze, quali donne leader nei nostri rispettivi ambiti, riusciremo and amplificare la portata e l’impatto del nostro messaggio.
Nel corso dei prossimi mesi e settimane, pubblicheremo con varie modalita’ una serie di analisi e commenti in varie pubblicazione in tutto il mondo per illustrare le nostre esperienze e prospettive – cosi’ diverse eppure cosi’ spesso condivise – in quanto donne leader nei nostri ambiti rispettivi.

Ci auguriamo che questi nostri contributi di analisi ed esperienze vissute servano non solo ad illustrare l’importanza delle donne quali attori nel contesto multilaterale, ma anche per chiamare all’azione donne leader e attivisti di domani. Non e’ stato facile per noi in quanto donne aprirci uno spazio di leadership nei nostri vari ambiti del pubblico, del privato e della societa’ civile, e non possiamo darlo per scontato. E’ il risultato di lotte e sacrifici di generazioni di donne. Oggi ci sono forze politiche che cercano di erodere i progressi che abbiamo ottenuto sia a livello nazionale sia attraverso accordi globali. Questo tentativo non avra’ successo se le donne leader e gli attivisti di oggi e di domani e tutti coloro che ne sostengono gli sforzi riconosceranno l’urgenza e il rischio, ma anche l’opportunita’ del momento e sapranno agire di conseguenza.

Karen AbuZayd
Shamshad Akhtar
Amat Alsoswa
Valerie Amos
Zainab Bangura
Carol Bellamy
Catherine Bertini
Irina Bokova
Gina Casar
Margaret Chan
Helen Clark
Radhika Coomaraswamy
Ertharin Cousin
Christiana Figueres
Louise Frechette
Cristina Gallach
Rebeca Grynspan
Ameerah Haq
Noeleen Heyzer
Angela Kane
Elisabeth Lindenmayer
Susana Malcorra
Aïchatou Mindaoudou
Flavia Pansieri
Navi Pillay
Mary Robinson J
Josette Sheeran
Fatiah Serour
Ann Veneman
Sahle-Work Zewde