Scuola, terzo settore, cooperazione: parti sociali, Unesco e ong scrivono al governo Draghi

438

ROMA, 17 FEBBRAIO – L’interesse suscitato dal nuovo governo di Mario Draghi è confermato dal proliferare di appelli e messaggi da parte di organizzazioni nazionali e internazionali perchè la nuova fase che si aprirà dopo l’ottenimento della fiducia non dimentichi alcuni importanti temi. Dopo che ieri l’organizzazione Amnesty International aveva rivolto al nuovo premier la richiesta di un maggiore impegno nei confronti dei diritti umani, oggi parte da AOI (l’organizzazione che riunisce tante formazioni del terzo settore l’appello perchè siano messe in priorità nel programma del nuovo governo il rilancio dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) e la Cooperazione Internazionale. AOI definisce il settore ”fanalino di coda delle politiche del nostro Paese, influendo negativamente sull’autorevolezza complessiva della politica estera italiana nei tavoli internazionali e che invece dovrebbe essere una scelta etica e strategica, più che mai nella stagione della pandemia globale, per salvare il Pianeta e cancellare le ragioni di guerre, conflitti, fame, povertà e ingiustizie sociali”.

Le 135 organizzazioni di AOI – ome riposta il sito Infocooperazione – avanzano al Presidente incaricato Mario Draghi nove proposte prioritarie per il nuovo governo che vanno dall’assegnazione della delega ad una/un Vice Ministro della Cooperazione internazionale presso il Maeci, al riallineamento, a partire dai prossimi decreti governativi e nelle Leggi di Bilancio del 2022 e del 2023, del budget dell’APS italiano agli impegni internazionali per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, ritornando già da questo anno allo 0,3% nel rapporto APS/RNL, raggiunto nel 2017 e poi sceso allo 0,22% nel 2019. E ancora: promuovere e rafforzare la partecipazione dell’Italia nel coordinamento e nella gestione di iniziative di Cooperazione Delegata dell’Ue.

Mario Draghi

Oltre a Draghi anche il nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha ricevuto, con le congratulazioni, anche una serie di richieste della  Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO con la quale lavora da anni a stretto contatto. Bianchi è infatti coinvolto in numerose attività dell’UNESCO e della Commissione Nazionale. Titolare della UNESCO Chair in ‘Education, Growth and Equality’ presso l’Università degli Studi di Ferrara, a partire dal 2019 Bianchi ha coordinato il gruppo di esperti del Comitato Educazione Impresa, costituito dalla CNIU per contribuire a rendere il sistema scolastico più funzionale al rilancio sociale ed economico del nostro Paese. Il gruppo di lavoro ha elaborato il dossier Il ruolo dell’educazione per il rilancio sociale ed economico italiano, comprendente venti proposte operative denominate Principi e azioni per la scuola del futuro. Il documento è stato presentato al Ministro dell’Istruzione e al Ministro dell’Università nel giugno 2020 ed è stato discusso pubblicamente a ottobre in un incontro presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Patrizio Bianchi

Nel suo nuovo incarico di Ministro dell’Istruzione, Bianchi dovrà occuparsi di questioni particolarmente gravose che riguardano il mondo della scuola, oggetto delle iniziative indicate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che definisce le linee guida nazionali in merito all’impiego dei fondi del Next Generation EU. Si tratta di tematiche da tempo al centro dell’azione dell’UNESCO, evidenziate dalla CNIU nell’analisi e nelle proposte elaborate dal Comitato Educazione e Impresa con i Principi e azioni per la scuola del futuro.
Secondo il PNRR, l’Italia soffre di una insufficiente crescita economica, determinata tra l’altro da gap tecnologici ed educativi. Ad esempio, la spesa per ricerca e sviluppo (1,35% del PIL nel 2017) è inferiore alla media UE (2,06% del PIL); i risultati scolastici misurati da test internazionali sono inferiori alla media dei Paesi OCSE e UE, così come lo è la quota di popolazione in possesso di un titolo di studio terziario (27,6% contro 41,3% nell’UE), mentre l’incidenza dell’abbandono scolastico si attesta a 13,5% contro il 10,6% della media europea.
Pertanto, tra i sei pilastri del PNRR figurano le ”politiche per la prossima generazione, infanzia e gioventù, incluse istruzione e competenze”. Tra le tematiche comuni con la riflessione della Commissione UNESCO, si segnalano l’apprendimento permanente, l’edilizia scolastica e la formazione della didattica dei docenti.
Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 28,49 miliardi di euro, pari al 13% delle risorse totali del PNRR.