ECOSOC: Zappia, in crisi COVID-19 non lasciare nessuno indietro

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NEW YORK, 9 GIUGNO – “A 75 anni dalla fondazione delle Nazioni Unite, la dimensione globale del Covid-19 ha reso evidente come solo tramite uno sforzo internazionale coordinato e un approccio multilaterale, di cui le Nazioni Unite sono la principale espressione, sarà possibile superare questa crisi,” ha detto la Rappresentante Permanente italiana all’ONU a New York, Mariangela Zappia, nell’intervento al segmento per gli Affari Umanitari del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite che si e’ aperto oggi, in modalità virtuale, e i cui lavori proseguiranno fino all’11 giugno.

Il segmento riunisce Stati membri, sistema ONU, operatori umanitari, settore privato e comunità interessate per discutere delle questioni emergenti e rafforzare il coordinamento di tutti gli attori coinvolti nelle attività umanitarie.

Nel suo intervento nazionale, l’Italia ha evidenziato la gravità dell’impatto della pandemia nelle situazioni di preesistente crisi e conflitto, lanciando un appello per l’effettiva attuazione del cessate il fuoco globale invocato dal Segretario Generale Guterres e per un intensificato impegno della comunità internazionale per assicurare il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale.
La protezione umanitaria, nell’impostazione sostenuta dall’Italia, deve porre al centro la persona, non solo assicurando che i civili non siano coinvolti in operazioni militari, ma ponendo in essere ogni sforzo per garantire la fruizione dei diritti fondamentali alla vita, alla salute, all’istruzione. Per questo, ha affermato l’Ambasciatrice Zappia, “è necessario che nessuno sia lasciato indietro soprattutto nei contesti caratterizzati da sistemi sanitari e reti assistenziali particolarmente fragili e tenendo conto dell’accresciuta vulnerabilità di alcuni gruppi, come donne e bambini, a causa della pandemia. È inoltre indispensabile che le misure restrittive di contenimento del contagio non ostacolino l’accesso umanitario e le catene di approvvigionamento del cibo. L’Italia ha suonato il campanello d’allarme sui rischi per la sicurezza alimentare derivanti dal Covid-19 ed ha promosso la creazione di una Food Coalition per contrastarli.”
L’intervento italiano ha sollevato il tema delle sempre più frequenti crisi umanitarie connesse a disastri naturali e all’impatto dei cambiamenti climatici, propugnando l’esigenza di un approccio strategico all’assistenza umanitaria che punti a rafforzare prevenzione e preparazione alla gestione di questi fenomeni, in un’ottica di rafforzamento della resilienza delle popolazioni più esposte. (@OnuItalia)