Allarme congiunto di FAO e WFP, fame destinata a crescere fortemente in 20 paesi

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Carestia

ROMA, 24 MARZO – Allarme congiunto di FAO e WFP: la fame acuta è destinata a crescere vertiginosamente in oltre 20 paesi: le agenzie dell’Onu  invocano interventi urgenti e proporzionati per evitare anche il rischio di carestia. In cima alla lista del rapporto “Hunger Hotspots”, dedicato ai punti di crisi della fame, vi sono Yemen, Sud Sudan e Nigeria settentrionale, paesi esposti a livelli catastrofici di fame acuta. In alcune aree del Sud Sudan e dello Yemen, le famiglie sono a serio rischio, o già sull’orlo, di morte per fame.

Benché la maggior parte dei paesi indicati sia in Africa, la fame acuta è destinata ad aumentare notevolmente nella maggior parte delle regioni del mondo, dall’Afghanistan in Asia alla Siria e al Libano in Medio Oriente fino a Haiti in America Latina e Caraibi.  Sono già oltre 34 milioni le persone che, in tutto il mondo, sono alle prese con livelli di emergenza di fame acuta (IPC4), ossia che si trovano a un passo dalla morte per fame.

“Le dimensioni della sofferenza sono allarmanti. A ciascuno di noi spetta l’onere di agire immediatamente e rapidamente per salvare vite umane, tutelare i mezzi di sussistenza e impedire il peggio” ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu. “In molte regioni la stagione della semina è appena iniziata o sta per iniziare. La nostra è una corsa contro il tempo: non dobbiamo lasciarci sfuggire l’opportunità di proteggere, stabilizzare e persino, ove possibile, accrescere la produzione alimentare locale,” ha esortato Qu.Africa

“Davanti ai nostri occhi si sta dispiegando una vera e propria tragedia. Scatenata dai conflitti, alimentata dagli shock climatici e dalla pandemia COVID-19, la carestia sta bussando alla porta di milioni di famiglie,” gli ha fatto eco il Direttore esecutivo del WFP, David Beasley. “Per impedire a milioni di persone di morire di fame abbiamo bisogno di tre cose: i conflitti armati devono cessare, dobbiamo essere autorizzati a raggiungere le comunità vulnerabili per fornire loro aiuti di primo soccorso e, soprattutto, dobbiamo raccogliere dai donatori la cifra di 5,5 miliardi di USD necessaria quest’anno,” ha aggiunto.

Conflitti e COVID-19 tra i fattori determinanti dell’insicurezza alimentare acuta

Uno o una combinazione dei seguenti fattori si trova all’origine del previsto incremento dell’insicurezza alimentare acuta nei 20 punti critici della fame nel periodo compreso tra marzo e luglio 2021.

I conflitti o altre forme di violenza possono protrarsi o hanno buone probabilità di intensificarsi in alcune parti di Afghanistan, Etiopia, Mozambico settentrionale, Nigeria settentrionale, Repubblica centrafricana, Sahel centrale, Somalia, Sudan e Sud Sudan.

• La pandemia COVID-19 continuerà a colpire numerosi paesi del mondo, lasciandoli estremamente vulnerabili agli shock economici. L’America Latina è la regione maggiormente colpita dalla crisi economica e quella in cui la ripresa sarà più lenta. In Medio Oriente, Yemen, Siria e Libano sono pesantemente interessati da una rapida svalutazione della moneta e da un’inflazione schizzata alle stelle.locuste

• Gli eventi meteorologici estremi e le influenze de La Niña sul tempo atmosferico proseguiranno presumibilmente per tutto aprile e maggio, gettando nella morsa della fame varie regioni del mondo, dall’Afghanistan al Madagascar fino al Corno d’Africa.

• Le invasioni di locuste del deserto nell’Africa orientale e lungo la Costa del Mar Rosso rimangono fonte di preoccupazione. Nell’Africa meridionale, in parti di Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe, le locuste migratorie minacciano di distruggere i raccolti estivi.

• In alcuni paesi, un accesso sempre più ristretto agli interventi intesi a prestare soccorso ai bisognosi ha peggiorato le cose.

Il rapporto raccomanda azioni incisive nel breve termine in ciascun punto critico della fame, per rispondere alle esigenze attuali e future. Azioni che vanno da un incremento dell’assistenza alimentare e nutrizionale alla distribuzione di sementi resistenti alla siccità, dal trattamento e vaccinazione del bestiame al lancio di programmi che offrono denaro in cambio di lavoro, dal risanamento delle strutture di recupero delle acque all’aumento delle opportunità di reddito per le comunità vulnerabili.

I punti critici della fame in primo piano

È nel Sud Sudan, nello Yemen e nella Nigeria settentrionale che vivono le persone più a rischio di un’insicurezza alimentare acuta che appare in crescita e destinata a raggiungere livelli pericolosamente elevati. Nel Burkina Faso, la sicurezza alimentare è leggermente migliorata dallo scorso ottobre, ma la situazione è ancora molto preoccupante.

Tra gli altri paesi inclusi dal rapporto nel novero dei peggiori punti critici della fame, ossia in cui la fame grave risulta in aumento, vi sono Afghanistan, Etiopia, Haiti, Repubblica democratica del Congo, Siria e Sudan.