Dieta mediterranea contro la malnutrizione: un incontro alla FAO

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ROMA, 27 NOVEMBRE – La dieta mediterranea e le diete tradizionali come arma contro la cattiva alimentazione che è poi uno dei principali elementi che contribuiscono alla malnutrizione in tutte le sue forme, e un fattore di rischio significativo per l’insorgere di malattie. Questo il senso dell’incontro oggi alla FAO intitolato ‘Being and Well Being – Traditional healthy diets from the Mediterranean and beyond’, secondo appuntamento dell’iniziativa ‘Mediterranean Diet’s Principles for Agenda 2030’, organizzato dalla Rappresentanza permanente presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma insieme all’agenzia dell’Onu per l’alimentazione.

All’incontro sono intervenuti il direttore generale della FAO, Qu Dongyu, il vice segretario generale del ministero degli Esteri, Michele Baiano, e il segretario generale del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, insieme a esperti e accademici del mondo della nutrizione e della salute.

“Si tratta del secondo appuntamento sulla dieta mediterranea, che fa parte della nostra forte collaborazione con il governo italiano”, ha sottolineato Qu nel suo intervento all’incontro, ricordando che “l’anno prossimo sarà il decimo anniversario della dichiarazione della dieta mediterranea come patrimonio dell’UNESCO”.

Dopo il seminario di settembre sulla dimensione culturale degli alimenti, oggi il tema ha riguardato “gli aspetti nutritivi della dieta mediterranea e altre diete tradizionali nel mondo”. Secondo Qu, “le diete tradizionali e indigene contengono la saggezza dei nostri antenati. Sono diete sane perché le abbiamo ereditate e a nostra volta le trasmetteremo alle generazioni future”.

Baiano ha sottolineato che l’Italia crede fermamente nell’iniziativa. “Promuovere la conoscenza dei valori e dei principi che sono alla base della nostra cultura alimentare millenaria è doveroso per le generazioni future. Lo è perché questo insieme di conoscenze tocca molteplici aspetti della sostenibilità collegati non solo al cibo in senso stretto, ma all’intera filiera alimentare”, ha sottolineato il rappresentante della Farnesina secondo cui “la scienza ci dimostra che la dieta mediterranea rappresenta un modello eccezionale di regime alimentare. Questa ricchezza va salvaguardata, e vogliamo farlo insieme alla Fao”.

Baiano ha inoltre espresso soddisfazione perche’ altri Paesi si sono aggiunti all’Alleanza per la promozione dei principi della dieta mediterranea e di altre diete tradizionali e indigene: “Questo è l’impegno italiano per la realizzazione dell’Agenda 2030. È un obiettivo ambizioso ma ci crediamo. Pensiamo che sia realistico, sostenibile e raggiungibile”.

In occasione dell’incontro, il segretario generale del ministero della Salute Ruocco ha rilanciato “l’iniziativa di lanciare una call destinata a tutti i Paesi della Fao per partecipare a un action network che intende focalizzarsi sulle diete salutari e sostenibili, a partire da quella mediterranea ma coinvolgendo tutte le diete tradizionali”, nell’ambito della Decennio di azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione 2016-2025,
che “ha l’obiettivo di promuovere azioni vigorose con l’approccio multidisciplinare per porre fine alla fame e alla malnutrizione in tutte le sue forme”. Attraverso questo network, “l’Italia intende avviare azioni in ambito di nutrizione esportabili in altre aree, anche in quelle in via di
sviluppo”. (@OnuItalia)