Finanziamento sviluppo: Italia all’ONU mediatrice; Tria lunedi’ 15 aprile

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NEW YORK, 12 APRILE – Opportunita’ e sfide allo sviluppo poste da commercio internazionale, nuove tecnologie, clima, questioni di genere. Con la mediazione dell’Italia e dello Zambia sono in dirittura di arrivo i lavori preparatori del Forum sul Finanziamento per lo Sviluppo dell’ECOSOC in programma al Palazzo di Vetro dal 15 al 18 aprile. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giuseppe Tria interverrà il 15 aprile dopo aver preso parte a Washington agli Spring Meetings del FMI. Tria parlerà nell’ambito del panel ministeriale “Promoting inclusive growth and reducing inequalities”.

Il Forum ECOSOC (FfD Forum) è un processo intergovernativo di verifica e revisione della Agenda d’Azione di Addis Abeba adottata nel 2015 con l’obiettivo di favorire la mobilitazione delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo e all’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e di massimizzarne l’efficacia. Il Documento Finale del Forum FfD, che sara’ adottato il 18 aprile con gli interventi dei due co-facilitatori (i Rappresentanti Permanenti di Italia, Mariangela Zappia, e Zambia, Lazarous Kapambwe), costituirà la base di riferimento per lo svolgimento a settembre a New York, a livello di Capi di Stato e di Governo, del primo Dialogo di Alto Livello sul finanziamento allo sviluppo. Il processo, avviato a gennaio, è stato scandito da consultazioni a Washington con Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale e a Città del Messico con oltre cento rappresentanti di settore privato, mondo accademico e società civile. Italia e Zambia con la Banca Mondiale e ENEL Green Power co-sponsorizzeranno uno dei molti side events su “Unlocking private financing to close the energy gap”.

L’elaborazione del Documento Finale del Forum ha preso le mosse dal Rapporto
Annuale della Task Force Inter-agenzie per il Finanziamento dello Sviluppo (IAFT),
che ogni anno formula una serie di raccomandazioni. Il Rapporto 2019 ha evidenziato che, nonostante progressi, la mobilitazione di risorse finanziarie sufficienti per l’attuazione dell’Agenda 2030 resta una sfida complessa e non ancora realizzata. La Vice Segretaria Generale Amina Mohammed, nel presentare il Rapporto la scorsa settimana, ha evidenziato che un fallimento nella revisione dei sistemi finanziari internazionali e nazionali non potrà che tradursi nell’incapacità di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030, inclusa l’eliminazione della povertà estrema e il contrasto ai cambiamenti climatici. Secondo il Rapporto, una trentina tra i paesi meno sviluppati al mondo hanno debiti in sofferenza, entrate fiscali insufficienti e sistemi fiscali arretrati. La forbice della diseguaglianza si è allargata nei paesi in cui vive la maggior parte della popolazione mondiale e la crescita globale nei salari reali ha toccato il picco minimo dal 2008 (1,8%). Nel solo 2017, le emissioni di anidride carbonica sono aumentate dell’1,3%.

Mariangela Zappia

Sulla scorta del Rapporto, il Documento Finale si concentra su: ruolo delle risorse pubbliche e dei sistemi fiscali nazionali; incentivazione degli investimenti privati a favore dello sviluppo; qualità e allineamento degli aiuti internazionali agli obiettivi di sviluppo dei paesi riceventi; contributo assicurato dal commercio multilaterale allo sviluppo, tramite la riforma del sistema multilaterale e il rafforzamento dei collegamenti tra commercio, investimenti, politiche di sviluppo socio-economico e ambientali; sostenibilità e trasparenza del debito dei paesi in via di sviluppo; scienza, tecnologia e innovazione al servizio dello sviluppo; potenziamento delle capacità di monitoraggio e analisi statistica. Viene inoltre posto l’accento su una serie di tematiche trasversali: lotta alla povertà; conservazione dell’ambiente e contrasto al cambiamento climatico; inclusivita’ e rispetto dei diritti umani; parità di genere; investimenti nel settore sociale e sanitario; sostenibilità, resilienza e accessibilità delle infrastrutture. (@OnuItalia)