G20: Sereni, i pilasti saranno ”persone, pianeta e prosperità”

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ROMA, 9 FEBBRAIO – Le conseguenze della pandemia di Covid 19 sui più fragili e vulnerabili è da mesi a centro degli studi sulla globalizzazione e delle preoccupazioni delle principali istituzioni internazionali; intervenendo alla T20 Inception Conference, la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni, ha sottolineato come ”Covid-19 sia l’ennesima dimostrazione di quanto l‘interdipendenza sia un fattore decisivo, con l’enorme impatto del virus su tutti i Paesi del G20 ma anche su quelli in via di sviluppo e sugli emergenti in Africa, nel Mediterraneo e in America Latina”.

Il T20 è una rete di think tank rappresentativi dei Paesi membri del G20, il cui scopo è contribuire al processo del G20 e alla governance economica globale tramite analisi e proposte politiche.

La pandemia ha aggiunto Sereni, ”ha accelerato dinamiche sociali ed economiche già in atto, sia a livello nazionale che globale. I loro effetti, prima di tutte una crescente disuguaglianza, rischiano di essere insostenibili”. ”In questo contesto – ha spiegato Sereni – è essenziale agire sui tre pilastri che sono alla base del G20 a presidenza italiana: persone, pianeta e prosperità. Prima di tutto, le Persone, perché questa crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti è in primo luogo una minaccia alle nostre vite, ai posti di lavoro e alle relazioni sociali. Le prospettive peggiorano, soprattutto per le giovani generazioni. Le persone dunque, devono essere rimesse al centro dell’agenda politica internazionale, tutelando la loro salute, nonché la piena affermazione dei loro diritti, economici e sociali”.
”Il pianeta – ha detto poi Sereni – è la nostra casa comune. Proteggerla è una responsabilità comune, globale. Temi chiave come il cambiamento climatico, il degrado del suolo e la perdita della biodiversità sono da tempo al centro dell’agenda G20, priorità che, se vogliamo avere successo, dobbiamo affrontare subito. Prosperità infine, perché la salute delle persone e del pianeta non può essere disgiunta dall’affermarsi di un benessere generalizzato. Un mondo più sostenibile e uno più prospero non sono in contraddizione. L’innovazione tecnologica e la rivoluzione digitale possono infatti ridurre l’impatto umano sull’ambiente, portando a una maggiore uguaglianza e promuovendo la riduzione della povertà”.

Marina Sereni

”Oggi più che mai, come ha ricordato anche il Presidente Mattarella, ci viene chiesto di essere costruttori del futuro. È un’opportunità unica – ha concluso Sereni – che richiede l’impegno e il coinvolgimento di tutti”.