Parità di genere: per l’8 marzo agenzie ONU chiedono iniziative più coraggiose

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ROMA, 9 MARZO – Anche se quest’anno a causa della situazione creta dal coronavirus l’8 marzo si è celebrato ovunque in tono minore le agenzie dell’Onu del polo alimentare FAO, IFAD e WFP hanno voluto far sentire la loro voce per la Giornata internazionale della donna facendo appello a iniziative più coraggiose per raggiungere la parità di genere emancipando donne e ragazze, non solo nel settore agricolo.
Garantire sistemi alimentari sostenibili a livello globale è possibile solo emancipando le donne di tutto il mondo, riconoscendo e rispettando i loro diritti, hanno sottolineato dalla FAO. Il tema di quest’anno, “Io sono la generazione della parità: realizziamo i diritti delle donne”,  è un’occasione per fare il punto sui progressi globali in materia di parità di genere e di emancipazione femminile nei 25 anni trascorsi dalla Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne, individuare i residui divari di genere e delineare la strada da seguire.
“La FAO continuerà a fare la sua parte, in collaborazione con altri partner, per rafforzare la parità di genere, concretizzare i diritti delle donne e accelerare la loro emancipazione socio-economica….Solo così raggiungeremo il nostro obiettivo comune: sconfiggere la fame, garantire la sicurezza alimentare, eliminare tutte le forme di malnutrizione e rendere questo mondo un posto migliore per tutti”, ha detto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu.
“Ogni anno la Giornata internazionale della donna è un’occasione per festeggiare e invitare all’azione”, gli ha fatto eco Gilbert F. Houngbo, Presidente dell’IFAD. “Insieme possiamo collaborare per creare un mondo con pari opportunità: non solo è la cosa giusta da fare, ma è anche una scelta di buon senso. La parità di genere è fondamentale per garantire una forte crescita economica. Aiuta a ridurre la povertà estrema e la fame cronica, nonché favorisce la pace a lungo termine. Giova inoltre a intere famiglie, emancipando tutte le persone soggette a discriminazione”.
“Sappiamo che non raggiungeremo Fame Zero semplicemente sfamando le persone. Per questo motivo i nostri programmi lavorano per emancipare le donne affinché possano ottenere l’indipendenza finanziaria e siano in grado di prendere le proprie decisioni. Dando a donne e uomini parità di espressione sulle questioni che riguardano le loro famiglie e le loro comunità, possiamo sconfiggere la fame e la malnutrizione”, ha affermato Manoj Juneja, Vicedirettore Esecutivo del WFP.
Le donne, in particolare nelle aree rurali, sono fondamentali nella lotta contro la fame e la malnutrizione e nel rendere i sistemi alimentari più produttivi e sostenibili. Coltivano alimenti, riducono le perdite alimentari, diversificano le diete e rendono i prodotti agricoli più commerciabili lungo le catene del valore agroalimentari. Ciononostante, in molte parti del mondo le donne continuano a essere oggetto di notevole discriminazione sociale ed economica.
Spesso non hanno accesso alle risorse produttive, agli input agricoli, alle informazioni, alla finanza, ai servizi, ai mercati, alla protezione sociale e al know-how tecnologico e imprenditoriale. Inoltre molte donne rurali ricoprono il ruolo di capofamiglia, il che significa che devono affrontare carichi di lavoro pesanti che minano la loro capacità produttiva e il benessere generale.
Se le donne rurali si emancipano, i risultati sono tangibili
La FAO, l’IFAD e il WFP sanno per esperienza che quando le donne rurali hanno un migliore accesso alle risorse, ai servizi, alle opportunità economiche e al processo decisionale, i risultati sono tangibili: le comunità hanno più cibo, il loro stato nutrizionale migliora, i redditi rurali aumentano e i sistemi alimentari sono più efficienti e sostenibili.
Per esempio, circa 50.000 persone (due terzi delle quali donne) e, più in generale, oltre 300.000 membri di famiglie in sette paesi (Etiopia, Guatemala, Kirghizistan, Liberia, Nepal, Niger e Ruanda) hanno incrementato la loro produzione agricola e migliorato lo stato nutrizionale delle loro famiglie, nonché il loro reddito, grazie a un programma congiunto FAO-IFAD-WFP-UN Women, mirato allo sviluppo delle capacità, al supporto tecnico e alla promozione di approcci sensibili al genere nelle istituzioni rurali e nelle strategie agricole.
I DATI
● In molti paesi in via di sviluppo il settore agricolo non sta dando i risultati sperati, in quanto le donne non hanno lo stesso accesso degli uomini agli input, alle risorse, ai servizi e alle opportunità necessarie per essere più produttive.
● Le donne rappresentano circa il 50% dell’occupazione in agricoltura nei paesi a basso reddito.
● Le donne rappresentano meno del 15% dei proprietari terrieri, in base ai dati disponibili.
● Rispetto agli agricoltori, le agricoltrici gestiscono in genere appezzamenti di terreno più piccoli e hanno minore accesso alle informazioni di settore, ai servizi finanziari e ad altre risorse fondamentali.
● Oltre 820 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza e in tutti i continenti le donne hanno più probabilità degli uomini di essere esposte a insicurezza alimentare moderata o grave.
● Le donne rurali devono affrontare rischi più elevati e oneri maggiori a causa delle conseguenze del cambiamento climatico.