Global Health Summit: dalla ‘Dichiarazione di Roma’ i 16 principi per affrontare le pandemie

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ROMA, 21 MAGGIO – A Roma si è aperto il Global Health Summit evento organizzato dall’Italia con la Commissione Ue, che culminerà con l’approvazione della ‘Dichiarazione di Roma’, una sorta di  vademecum in 16 principi al quale Paesi del G20, Ue e organizzazioni internazionali sono arrivate dopo un lungo lavoro diplomatico e che potrebbe costruire “un prima e un dopo” nell’approccio che i principali Stati del mondo avranno nella lotta alle pandemie, nell’ottica di una sanità più equa.

Mario Draghi e Ursula Von del Leyen

All’importante appuntamento, presieduto dal premier italiano Mario Draghi e della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, partecipano i leader del G20 (che è presieduto dall’Italia) e relatori fra cui Bill Gates, Mario Monti, Stella Kyriakides, Paolo Gentiloni e Tedros Ghebreyesus. Presenti inoltre i leader delle organizzazioni internazionali e regionali come Onu, Oms, Banca mondiale, Fmi, Ocse, Unione africana, Asean, Omc e Fao.

In apertura del summit Draghi ha dichiarato: “Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo rapidamente”; gli ha fatto eco Von del Leyen affermando che “L’obiettivo è assicurare i vaccini a tutti“, mentre alcuni esperti  hanno ricordato che ”nuove ondate epidemiche sono ancora possibili”. Il problema quindi è proprio quello di darsi strategie per l’oggi ma anche per il medio e lungo termine, traendo dalla pandemia del Covid 19 tutti gli insegnamenti utili per il futuro.

A questo proposito uno dei temi centrali del dibattito è stata la questione delle disuguaglianze, vi sono infatti numerosi paesi nel mondo che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino. Ursula von del Leyen ha a sorpresa annunciato che l’Unione Europea destinerà entro il 2021 100 milioni di vaccini ai paesi a basso reddito.
“La pandemia ha sottolineato la straordinaria importanza della cooperazione internazionale” per il presente e il futuro, ha detto Draghi nel discorso di apertura del Summit. “Con i partecipanti capiremo cosa è andato male” nella lotta al Covid-19. “Nel prepararci alla prossima pandemia, la nostra priorità ora è vincere quella attuale”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Per Von der Leyen ”obiettivo di questo vertice è mettere sotto controllo la pandemia ovunque, assicurare che i vaccini vengano dati a tutti, ovunque” attraverso le esportazioni ma anche condividendo “la capacità di produzione”. Nella Dichiarazione di Roma che concluderà il Summit “ci impegneremo tutti a investire nella salute e nei professionisti della sanità“, ha proseguito von der Leyen, ricordando “gli operatori sanitari che hanno lavorato senza sosta, salvato vite” e che si sono impegnati “anche quando non c’era più niente da fare”. La presidenza della commissione Ue ha aggiunto: “Oggi abbiamo speranza grazie a chi ha dedicato la vita alla scienza…La prima lezione che ho imparato dalla pandemia è quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri e quanto i governanti devono

Ursula Von der Leyen

lavorare con scienziati, esperti, operatori sanitari, aziende farmaceutiche e sicuramente con la società civile. Non dobbiamo mai dimenticare la comunità scientifica. Se oggi abbiamo una speranza lo dobbiamo a uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla scienza”.

Infine un panel di 26 scienziati – istituito da Draghi e von der Leyen in vista del Global Health Summit – nel rapporto pubblicato sul sito della Commissione Ue, ha detto che “la probabile traiettoria per il SarsCoV2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali a causa della diminuzione dell’immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e/o dell’emergere di nuove varianti non controllate dai vaccini attuali. Nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei Paesi con bassa copertura vaccinale”. “Un’equità globale nell’accesso alle risorse – avvertono gli esperti – è sia un imperativo morale che un’esigenza critica per il controllo della pandemia”. “La pandemia non si fermerà senza un accesso universale alle risorse“, avvertono gli scienziati del Global Health Summit Scientific Expert Panel, co-presieduto da Peter Piot, special adviser della presidente von der Leyen, e dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.