A Idlib bombe anche sulle scuole. Per Onu e ONG è nuova città martire della Siria

624
Siria

IDLIB, 4 MARZO – Idlib, nel nord ovest della Siria, sta diventando una città martire nell’indifferenza internazionale. Numerose Ong stanno lanciando appelli perchè qualcosa sia fatto al più presto: le prime vittime di questa nuova ondata di violenza infatti sono i bambini e le donne, più in generale i civili.

Idlib (Foto Africa Express)

Ted Chaiban, direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa, ha detto di essere ”ancora una volta scioccati da un’ondata di violenza inarrestabile che ha visto almeno 9 bambini e 3 insegnanti uccisi quando, due giorni fa, 10 fra scuole e asili sono stati bombardati…..Almeno quattro di queste scuole erano sostenute da organizzazioni partner dell’UNICEF. Secondo le notizie, oltre 40 donne e bambini sarebbero rimasti feriti in questi episodi”.

Questi attacchi avvengono in un momento in cui l’acuirsi delle ostilità nel nord della Siria ha costretto alla fuga più di mezzo milione di bambini. Quasi 280.000 alunni hanno dovuto interrompere della propria istruzione, e 180 scuole della zona non sono operative perché danneggiate, distrutte o adibite a rifugio per le famiglie sfollate.

Da parte sua INTERSOS ricorda che in Siria durante la notte le temperature scendono sotto lo zero. Vivere all’aperto, tra gli edifici bombardati o nei campi sovraffollati è insostenibile. Gli operatori umanitari di INTERSOS in questi giorni stanno distribuendo ad oltre 1600 famiglie dei kit per l’emergenza freddo, per superare le difficili condizioni climatiche. Intere famiglie con bambini stanno scappando dall’aggravarsi di una crisi umanitaria che da nove anni affligge la Siria. Quasi un milione di sfollati, la maggioranza dei quali donne e bambini, stanno vivendo una catastrofe umanitaria. Sono traumatizzati e spaventati, hanno bisogno di cibo, riparo e del necessario per scaldarsi.