Siria: Amnesty chiede indagine Consiglio Sicurezza Onu su bombardamenti ospedali Idlib e Hama

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ROMA, 21 MAGGIO- Amnesty International ha chiesto un intervento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla situazione delle città siriane di Idlib e Hama dove sono state colpite vitali strutte sanitarie.  Partendo dalle nuove testimonianze di operatori sanitari della regione, l’organizzazione umanitaria afferma che ”il governo siriano, sostenuto dalla Russia, sta conducendo un attacco deliberato e sistematico sugli ospedali e sulle altre strutture mediche di Idlib e Hama”.

In concomitanza con la discussione della questione della Siria nord-occidentale da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’associazione ha sollecitato un intervento urgente: ”Bombardare ospedali è un crimine di guerra. Questi ultimi attacchi hanno privato civili in disperato bisogno di cure mediche delle ultime ancore di salvezza. Questo fa parte di uno schema ben definito che mira alle strutture mediche per attaccare sistematicamente la popolazione civile e costituisce un crimine contro l’umanità – ha affermato Lynn Maalouf, direttrice della ricerca di Amnesty International sul Medio Oriente, aggiungendo: La comunità internazionale finora non è riuscita a proteggere i civili in Siria dagli orrori di questo conflitto. Sollecitiamo i membri del Consiglio di sicurezza a fare tutto quanto è in loro potere per porre fine al massacro dei civili a Idlib e trovare i responsabili di questi crimini spaventosi”.
Il personale di quattro ospedali di Idlib e Hama ha dichiarato ad Amnesty International di essere stato preso di mira nonostante avesse condiviso le proprie coordinate con il governo siriano e quello russo. Secondo le Nazioni Unite e le organizzazioni mediche siriane, almeno 15 ospedali sono stati danneggiati o distrutti a Idlib e Hama dall’inizio di maggio. L’escalation degli attacchi ha anche causato 180.000 sfollati. Almeno 16 organizzazioni umanitarie hanno sospeso alcune operazioni a Idlib a causa degli attacchi, peggiorando una situazione già disastrosa in cui almeno 1,5 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente.
Amnesty International ha intervistato 13 persone sui recenti attacchi a quattro ospedali e ha esaminato alcune riprese video che confermano le testimonianze.

Gli intervistati hanno detto che tra il 5 e l’11 maggio il governo siriano ha sferrato diversi attacchi aerei sull’ospedale Pulse of Life di Hass; sull’ospedale Cave a Kaferzita; e sull’ospedale chirurgico e l’ospedale Al-Sham di Kafranbel. Tutte queste strutture, che insieme servono almeno 300.000 persone nel sud di Idlib e nella campagna settentrionale e occidentale di Hama, sono ora fuori servizio.

Un disastro umanitario
Attacchi deliberati su civili e su proprietà civili, inclusi ospedali e altre strutture sanitarie, violano il diritto umanitario internazionale ed equivalgono a crimini di guerra, afferma ancora Amnesty. ”Con il crescere dell’assalto a Idlib, almeno 300.000 persone sono state lasciate senza ospedali accessibili. Questo è un disastro umanitario, causato dalla spietatezza del governo siriano che, con il sostegno russo, continua a calpestare il diritto internazionale”, ha detto ancora Maalouf.
”I membri del Consiglio di sicurezza hanno il dovere di rendere la protezione dei civili siriani prioritaria sui miseri interessi e i grandi giochi di potere. La Russia, in particolare, deve usare la sua influenza per assicurare che la Siria interrompa immediatamente gli attacchi contro i civili e gli ospedali e ristabilisca una situazione in cui le organizzazioni umanitarie abbiano facilmente accesso ai civili in difficoltà”, ha concluso.