Clima: IPCC; dati sempre più drammatici, ghiacci, criosfera e oceani essenziali per salute pianeta

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pixabay ghiacci

ROMA, 26 SETTEMBRE – Nella settimana in cui all‘Onu si è tenuto il summit sul clima e all’Assemblea generale annuale i problemi dell’ambiente sono balzati in cima all’agenda dei paesi del mondo, l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate change) lancia la sua allerta che in particolare quest’anno non concede sconti

L’istituzione che riunisce 195 governi (che hanno approvato ieri il rapporto) sostiene che gli oceani e la criosfera, cioè la parte del pianeta ricoperta dai ghiacci, stanno vivendo un’epoca di rapidissimi cambiamenti ed è necessario agire tempestivamente per contenerli, anche perché queste componenti della Terra sono fondamentali per la vita stessa.

Unendo idealmente la sua voce con quella di Greta Thunberg e di milioni di ragazzi in tutto il mondo, l’IPCC avverte che un totale di 670 milioni di persone che vivono nelle regioni di alta montagna e di 680 milioni che vivono nelle zone costiere basse del pianeta, sono direttamente dipendenti dal  sistema dei ghiacci e delle acque oceaniche e marine. Ci sono inoltre 65 milioni di persone che vivono in piccole isole che rischiano di essere sommerse e quattro milioni che vivono nell’Artico che si sta sciogliendo. Tutte queste popolazioni sono a rischio diretto.

Il riscaldamento globale ha già raggiunto un grado centigrado più della temperatura media pre-rivoluzione industriale. A produrre questo scostamento, soprattutto, le emissioni di gas serra passate e presenti. E, su questo, a dispetto dei negazionisti, ci sono – secondo gli scienziati dell’IPCC -, prove schiaccianti che le conseguenze per gli ecosistemi (e per le persone) sono profonde. L’oceano, per esempio, è più caldo, più acido, meno produttivo. I ghiacci che si sciolgono, inoltre, causano un aumento dei livelli dell’acqua e i disastri sulle aree costiere stanno diventando sempre più gravi.

Il ‘Rapporto speciale IPCC su oceano e criosfera nel cambiamento climatico’, fornisce nuove prove che sottolineano come sia giusto limitare il riscaldamento globale al livello minimo possibile, rispettando gli impegni che gli stessi governi hanno assunto con gli accordi di Parigi nel 2015. Obiettivi da raggiungere se si vuole salvare la vita sulla Terra.

”Il mare aperto, l’Artico, l’Antartide e le alte montagne possono sembrare lontane dalla gran parte delle persone. Ma noi dipendiamo da loro e siamo influenzati da loro direttamente e indirettamente in molti modi: dal tempo atmosferico al clima, dal cibo all’acqua, per l’energia, il commercio, il trasporto, il divertimento e il turismo, per la salute e il benessere, per la cultura e l’identità”, ha affermato Lee Hoesung, presidente dell’IPCC.  Più di 100 autori di 36 paesi hanno valutato l’ultima letteratura scientifica in relazione all’oceano e alla criosfera, mettendo in bibliografia qualcosa come 7mila pubblicazioni scientifiche. Si tratta di un lavoro enorme, che sarà la fonte principale dei lavori che verranno messi in campo dai leader mondiali a dicembre alla COP25, la conferenza Onu sul clima che si terrà a dicembre in Cile.

Il ”Rapporto speciale sull’oceano e la criosfera” è il terzo di una serie di rapporti prodotti dal Sesto ciclo di valutazione dell’IPCC, un gruppo costituito dal 1988 dal Programma ambientale dell’Onu e dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) per fornire una valutazione sul cambiamento climatico e sulle sue conseguenze per l’uomo e la natura perchè continueranno, se non si prenderanno provvedimenti, valanghe, frane, uragani, alluvioni, siccità.