Kurdistan: UNHCR e la storia di Amina, profuga siriana in Iraq. ‘Questa non è vita’

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CONFINE SIRIA-IRAQ, 4 NOVEMBRE – L’UNHCR pubblica sul suo sito un reportage che descrive la vita dei rifugiati che arrivano in Iraq in fuga dalla Siria nord-orientale, nel campo profughi di Bardarash vicino a Duhok. L’agenzia dell’Onu racconta in particolare la storia di Amina che ha lasciato la sua città natale di Al-Malikiyah nell’estremo angolo nord-orientale della Siria, vicino ai confini tra Turchia e Iraq, con due figlie e altri membri della famiglia dopo aver assistito agli attacchi aerei vicino alla loro casa.

”Amina era esausta quando è finalmente arrivata da noi – scrivono gli operatori di UNHCR – Ha camminato per ore per attraversare il confine con la regione del Kurdistan in Iraq e raggiungere la sicurezza. Ma come la maggior parte degli 8.400 rifugiati siriani che vivono ora nel campo dopo essere arrivati negli ultimi dieci giorni, il suo disagio fisico si aggiunge all’angoscia psicologica di essere costretta a lasciare la sua casa.
Amina e i suoi familiari avevano deciso di andarsene nel caso in cui i combattimenti sarebbero diventati più intensi e per evitare il possibile arruolamento dei maschi della famiglia. La strada era affollata di persone provenienti da tutta la Siria nord-orientale che si dirigevano verso il confine per scappare dai recenti combattimenti. “La strada qui era sovraffollata. Tutti stavano fuggendo, nessuno voleva restare”,ha raccontato Amina. “Ho visto una donna che camminava con due bambini mentre teneva il suo bambino in braccio. C’erano anche persone anziane”.

Seduta nella sua tenda circondata dai pochi oggetti che possiede ora, Amina ha espresso la sua speranza per la fine dei combattimenti e la possibilità di tornare a casa piuttosto che dover vivere in una tenda, con l’inverno che si avvicina. “Se piove, la situazione peggiorerà. Spero che l’acqua non entri nella mia tenda “, ha detto. “Vogliamo che fermino questa guerra. Questa non è vita. Siamo esseri umani e vogliamo vivere in pace nella nostra terra”.
Ad Amina, alla sua famiglia e tutte le persone arrivate a Bardarash UNHCR sta fornendo tende, coperte, materassi e altri oggetti essenziali, vengono registrati tutti i nuovi arrivati e insieme ai partner forniamo servizi di assistenza sanitaria e protezione, compreso il supporto psico-sociale e servizi specifici per i minori non accompagnati e le persone con esigenze specifiche.
Di oltre 10.000 rifugiati siriani che hanno attraversato l’Iraq settentrionale negli ultimi giorni, tre quarti sono donne e bambini. Mentre alla maggior parte viene data protezione nel campo di Bardarash, UNHCR e le autorità stanno anche lavorando affinché i rifugiati del campo possano ricongiungersi ai familiari che risiedono nella regione del Kurdistan iracheno.
In media arrivano a Bardarash tra le 900 e le 1.200 persone ogni giorno ed è probabile che il campo raggiunga la piena capacità entro la prossima settimana. Le autorità regionali curde stanno progettando di aprire altri campi per far fronte al continuo afflusso.
Oltre alle persone che hanno attraversato il confine con l’Iraq dall’inizio dell’Operazione Peace Spring  il 9 ottobre, 180.000 persone, tra cui quasi 80.000 bambini, sono state finora sfollate all’interno della regione, secondo i dati delle Nazioni Unite pubblicati recentemente.