Italia a favore della nomina di un Inviato per le Nuove Tecnologie

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Un Falco della SELEX ES a Goma

NEW YORK, 17 MAGGIO – In occasione di una riunione del Consiglio di Sicurezza in formato Arria sull’impatto delle tecnologie emergenti sulla pace e la sicurezza internazionale, l’Italia ha espresso il suo appoggio all’iniziativa del Segretario Generale di istituire la figura di un nuovo Inviato per le Tecnologie come punto di riferimento e coordinamento delle attività svolte dal sistema ONU in questo campo.

Il Vice Rappresentante Permanente e Incaricato d’Affari italiano all’ONU, Stefano Stefanile, ha ricordato la necessità di cogliere appieno le opportunità della tecnologia digitale, prevenendone al contempo l’uso malevolo e contrastandone le possibili implicazioni negative: “Lo sviluppo tecnologico e il progresso scientifico sono fondamentali per il benessere dell’umanità e per promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile.  Occorre cogliere appieno le opportunità della tecnologia digitale, prevenendo d’altra parte il suo uso malevolo e contrastando le sue possibili implicazioni negative”.

Le tecnologie emergenti possono essere fondamentali per migliorare l’efficienza delle operazioni di peacekeeping e dell’antiterrorismo, il cui obiettivo primario è salvare vite umane. “Come importante paese contributore di truppe e membro del relativo Gruppo di Amici recentemente istituito a New York, attribuiamo particolare importanza alla sicurezza e all’efficienza delle missioni di pace dell’ONU. In linea con l’iniziativa Action for Peacekeeping, forniamo il nostro contributo per portare maggiore innovazione e nuove tecnologie nelle missioni ONU, impegnando regolarmente preziose unità e risorse nell’ambito dell’UN Peacekeeping Capability Readiness System’. Siamo inoltre orgogliosi di ospitare a Brindisi il Global Service Center delle Nazioni Unite, una struttura all’avanguardia che assicura un sostegno fondamentale alle operazioni ONU nel campo della logistica, delle tecnologie e delle telecomunicazioni”.

È comunque importante far avanzare, allo stesso tempo, il dibattito globale sull’uso civile e militare responsabile delle nuove tecnologie. Il dibattito globale e le azioni normative collettive dovrebbero concentrarsi su alcune aree in cui l’impatto delle nuove tecnologie è particolarmente rilevante, come la prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio, l’area dei sistemi di armi letali autonome e il settore delle biotecnologie.

Per quanto riguarda il cyberspazio, insieme ad altri 51 Paesi, l’Italia ha promosso l’istituzione di un Programma d’azione permanente per promuovere un comportamento responsabile da parte degli Stati. Le nuove tecnologie possono essere cruciali anche per affrontare efficacemente la minaccia terroristica, contrastandone la propaganda e le capacità. “L’Italia – ha osservato Stefanile – è orgogliosa di essere membro della Christchurch Call to Action e sostiene la cooperazione internazionale per rispondere all’unisono ai contenuti terroristici online”. (@OnuItalia)