LGBTI: Italia a Ginevra, “terapie di conversione” discriminatorie e inaccettabili

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GINEVRA, 9 LUGLIO – Le cosiddette “terapie di conversione” sono discriminatorie e provocano danni psicologici e fisici inaccettabili. Lo ha detto il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, Amb. Gian Lorenzo Cornado, intervenendo oggi in occasione del dialogo interattivo con l’Esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla protezione contro la violenza e la discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, Victor Madrigal-Borloz.

Nell’intervento, l’Ambasciatore Cornado ha dichiarato che la lotta contro tutte le forme di discriminazione, anche sulla base dell’orientamento sessuale, rappresenta una priorità dell’attuale mandato dell’Italia in Consiglio dei Diritti Umani e che, nell’ambito della pandemia di COVID-19, il nostro Paese è determinato a rafforzare ulteriormente gli sforzi in materia.

L’ambasciatore ha aggiunto che il coronavirus ha imposto sfide senza precedenti alle persone LGBTI, aggravando le discriminazioni che pregiudicano i loro diritti umani, in particolare il diritto alla salute, aumentando così il rischio di gravi complicazioni sanitarie, in alcuni casi potenzialmente letali. Inoltre, ha proseguito, le misure di confinamento stanno contribuendo ad un aumento della violenza domestica, anche motivata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

L’Ambasciatore Cornado ha ricordato che l’Italia ha aderito alla dichiarazione della Equal Rights Coalition in relazione all’impatto del COVID-19 sulle persone LGBTI e, in linea con l’appello dell’esperto indipendente, esorta tutti gli Stati a tener conto delle esigenze e delle vulnerabilità specifiche della comunità LGBTI durante la definizione e l’attuazione di politiche nazionali, regionali e internazionali contro il coronavirus. “Ora più che mai imperativo lottare contro la discriminazione e per la dignità di ogni essere umano”, ha detto l’Ambasciatore. L’intervento si e’ svolto nell’ambito della 44esima Sessione del Consiglio per i Diritti Umani di cui l’Italia fa parte.

Per il testo integrale dell’intervento cliccare qui.(@OnuItalia)