Libia: dalla Cooperazione contributi a Oms e Croce Rossa. Onu: embargo sulle armi

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ROMA, 20 MAGGIO – L’Italia ha deciso di intensificare l’azione umanitaria della Cooperazione in Libia stanziando due contributi per complessivo un milione di euro in favore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato internazionale della Croce Rossa, in considerazione degli scontri che stanno interessando l’area di Tripoli.

La Vice Ministra agli Esteri e Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, ha detto che ”l’aiuto italiano risponde alle richieste di sostegno internazionale presentate dai due organismi, contribuisce a rafforzare l’assistenza umanitaria, soprattutto in campo sanitario, alla popolazione civile colpita dal conflitto e accompagna l’azione determinata svolta dal governo per favorire una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno al dialogo e la ricerca di una soluzione politica alla crisi”.

Frattanto l’Onu ha chiesto di fermare l’arrivo di armi in Libia per porre fine al conflitto nel Paese nordafricano tra le forze fedeli al governo nazionale di Fayez al Sarraj e quelle dei miliziani dell’esercito nazionale libico sotto il comando di Khalifa Haftar. Il segretario generale  Antonio Guterres ha chiesto a tutti i Paesi di mettere in atto un embargo sulle armi nei confronti della Libia, sottolineando come sia importante per ridimensionare il conflitto in corso e per ristabilire la stabilità nel paese. Guterres ha espresso ”profonda preoccupazione per l’arrivo di armi anche dal mare” e pungolato l’Ue che ha suo avviso ha ridotto la sua presenza.

Antonio Guterres

Guterres ha fatto specifico riferimento all’applicazione di una risoluzione dello scorso giugno che autorizzava le autorità marittime dell’Unione europea ad imporre un embargo sulle armi al largo delle coste libiche. “In marzo i Paesi dell’Unione europea hanno esteso il mandato della missione navale – ha sottolineato Guterres – ma hanno preso la singolare iniziativa di limitare le operazioni rifiutando di consentire il dispiegamento di unità navali”.
La richiesta dell’Onu appare  tanto più necessaria se si analizza l’aggravarsi della situazione umanitaria per il perdurare del conflitto. Dagli ultimi dati risulta che è salito a 75 mila il numero degli sfollati civili causati dai combattimenti a Tripoli, teatro dal 4 aprile dell’offensiva delle truppe del generale Khalifa Haftar verso la capitale. Tra gli sfollati il 48% è rappresentato da minori e il 51% da donne.

(@novellatop, 20 maggio  2019)