Siria e Libia: gli allarmi delle Nazioni Unite su sfollati e controllo sull’embargo delle armi

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ROMA, 18 FEBBRAIO – Le Nazioni Unite intervengono oggi su due teatri di guerra in costante movimento: la Siria e la Libia.

Nel primo caso l’Ufficio del coordinamento umanitario dell’Onu (OCHA) ha reso noto il nuovo bilancio dei civili sfollati: sono 900 mila solo dal dicembre scorso e fuggono nella Siria nord-occidentale in seguito all’offensiva governativa e russa contro gruppi anti-regime sostenuti dalla Turchia.
Quanto alla Libia l’Onu ha usato parole durissime: ”L’embargo delle armi in Libia è diventato una barzelletta, dobbiamo tutti veramente intervenire” ha dichiarato Stephanie Williams, vicecapo della missione dell’Onu in Libia.

Durante la riunione al follow-up Committee di Monaco, a quattro settimane dal vertice di Berlino voluto da Angela Merkel, la Williams ha preso atto della drammatica situazione: ”Ci sono violazioni, via terra, via mare e via aerea…È necessario che ci siano un monitoraggio ed un sistema di attribuzione di responsabilità”, ha detto aggiungendo: ”La situazione resta molto preoccupante perchè nonostante alcuni segnali positivi” la popolazione continua a soffrire e la situazione economica continua a deteriorarsi, esacerbata dal blocco del petrolio. Il quadro generale tracciato dall’Onu viene supportato da altri dati: sono state 150 le violazioni al cessate il fuoco, ha detto Williams, e sono 140 mila i libici scappati e sfollati.

Al termine del Consiglio Affari esteri, Josep Borrell, alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea ha detto di sperare ”che la nuova missione di controllo dell’embargo Onu sulla Libia possa essere lanciata al prossimo consiglio Affari esteri ed essere operativa da fine marzo”. Secondo Borrell ”la nuova operazione includerà anche le navi da guerra, che saranno la base per il controllo radar. Sophia copriva tutta la costa libica – ha spiegato il ‘ministro degli esteri della Ue’ – se si vuole controllare l’embargo dobbiamo concentrare la sorveglianza sulla parte orientale, da dove provengono le armi. Dobbiamo seguire le rotte. Ci saranno altri compiti secondari: ad esempio la lotta al crimine organizzato che sfrutta l’immigrazione, e si dovrà proseguire l’addestramento della guardia costiera libica”.