Libia: agenzie Onu, salute e sicurezza popolazione a rischio

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NEW YORK/ROMA/GINEVRA, 14 MAGGIO – “Il conflitto e la pandemia di COVID-19 rappresentano una minaccia significativa alla vita in Libia. La salute e la sicurezza dell’intera popolazione del paese sono a rischio”, gettano l’allarme i responsabili delle principali agenzie delle Nazioni Unite.

“Circa 400.000 libici – scrivono Mark Lowcock (Ocha), Filippo Grandi (Unhcr), Henrietta Fore (Unicef), Natalia Kanem (Unfpa), David Beasley (Wfp) Tedros Adhanom Ghebreyesus (Oms) e Antonio Vitorino (Oim) – sono sfollati dall’inizio del conflitto 9 anni fa, circa la metà dei quali nell’anno passato, da quando è cominciato l’attacco a Tripoli. Le ostilità continuano senza sosta, impedendo l’accesso e la consegna di aiuti” e mettendo a rischio il lavoro degli operatori umanitari. I firmatari ribadiscono l’appello ad un
cessate il fuoco lanciato dal segretario generale Antonio
Guterres alla luce della pandemia.

“La situazione per molti migranti e rifugiati è particolarmente allarmante”, si legge. Da gennaio, oltre 3.200 persone sono state intercettate in mare e riportate in uno degli 11 centri di detenzione ufficiali, mentre altri vengono portati in strutture non ufficiali a cui la comunità umanitaria non ha accesso. L’Onu “ha ripetutamente ribadito che la Libia non è un porto sicuro e che le persone salvate in mare non dovrebbero essere riportate in detenzione arbitraria”.

Nella dichiarazione si sottolinea che donne e bambini continuano a sopportare il peso del conflitto armato e che proseguono gli attacchi a scuole e strutture sanitarie con “113 gravi violazioni, tra cui uccisioni e mutilazioni di bambini”. Secondo i dati di ieri, ci sono 64 casi di Covid-19 e tre decessi e “il rischio di un’ulteriore escalation dell’epidemia è molto alto”.

Inoltre la maggior parte delle città affronta carenza di prodotti alimentari, mentre i prezzi aumentano ed anche gli impianti idrici sono deliberatamente presi di mira.  Le agenzie dell’Onu affermano che la comunità internazionale non deve chiudere gli occhi di fronte al conflitto in Libia e ai suoi effetti catastrofici sui civili e chiedono ai donatori di sostenere il popolo libico nella sua richiesta di pace.(@OnuItalia)