Libia: Di Maio a commissione post-Berlino, ruolo Italia centrale

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Luigi di Maio

ROMA, 13 MAGGIO – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha partecipato oggi alla sessione conclusiva di una riunione a livello alti funzionari dell’International Follow-up Committee on Libya (Ifcl), gruppo di lavoro internazionale dedicato alla crisi libica e nato con la Conferenza di Berlino del 19 gennaio. Lo fa sapere la Farnesina.

La riunione in video-teleconferenza – guidata dal Direttore Generale per gli Affari Politici del Ministero degli Esteri, Ambasciatore Sebastiano Cardi, e da Stephanie Williams, Rappresentante Speciale pro tempore del Segretario Generale Onu per la Libia – ha visto la partecipazione dei Paesi e delle Organizzazioni internazionali più direttamente coinvolti nel dossier libico, per un totale di 18 delegazioni. Al centro dei colloqui sono le “tre piste” di negoziato militare, economica e politico tra libici lanciate dall’Onu per porre fine alla crisi e attualmente in fase di stallo.

L’incontro ha consentito uno scambio di valutazioni sugli ultimi aggiornamenti politici e militari in Libia e sulle possibili linee di azione per la comunità internazionale a sostegno del dialogo intra-libico e
della missione Onu UNSMIL. L’iniziativa italiana ha voluto ribadire la centralità attuale dell’Ifcl come foro di dialogo politico e diplomatico sulla Libia e l’intenzione di Roma di continuare a svolgere – anche nell’attuale pandemia – un ruolo centrale e propositivo nel dossier libico, in un momento in cui le ostilità hanno raggiunto una nuova, violenta intensità che non risparmia civili e le infrastrutture del Paese.

Secondo le conclusioni della Conferenza di Berlino, il Comitato internazionale di follow-up è composto da tutti i paesi e e organizzazioni internazionali che hanno partecipato all’incontro (Algeria, Cina, Egitto, Francia, Germania, Italia, Russia, Turchia, Repubblica del Congo, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Africana, Unione Europea e Lega degli Stati Arabi) al fine di mantenere il coordinamento dopo Berlino, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il Comitato si riunisce a due livelli: una sessione plenaria a livello di alti funzionari, con cadenza mensile con presidenza dell’Unsmil e una copresidenza a rotazione; quattro gruppi di lavoro tecnici, con riunioni a porte chiuse chiuse a livello di esperti, tenute per due volte al mese durante le prime fasi di attuazione delle conclusioni.  (@OnuItalia)