Non solo Covid, FAO ricorda: non dimenticare che locuste continuano a minacciare interi paesi

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ROMA, 17 DICEMBRE – Non solo Covid, ci sono paesi che devono continuare a combattere contro altri rischi mortali:  l’invasione di locuste del deserto continua a minacciare la sicurezza alimentare nel Corno d’Africa e nello Yemen malgrado i grandi sforzi fin qui messi in campo. La FAO è infatti alla ricerca di fondi per le operazioni di controllo volte a salvaguardare produzione agricola e mezzi di sussistenza.
Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite una nuova generazione di sciami di locuste del deserto sta minacciando i mezzi di sussistenza in agricoltura e pastorizia, nonché la sicurezza alimentare di milioni di persone.

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Una locusta del deserto

Con aiuti internazionali e una campagna di sensibilizzazione senza precedenti coordinata dalla FAO su scala globale, da gennaio più di 1,3 milioni di ettari invasi dagli insetti sono stati sottoposti a trattamento in dieci paesi. Le operazioni di controllo hanno evitato una perdita stimata di 2,7 milioni di tonnellate di cereali, del valore approssimativo di 800 milioni di dollari, in paesi già duramente colpiti da forme acute di insicurezza alimentare e povertà. Una quantità sufficiente a sfamare 18 milioni di persone l’anno.

Tuttavia, le condizioni meteorologiche favorevoli e le piogge stagionali diffuse hanno sostenuto un‘intensa riproduzione delle locuste in Etiopia orientale e in Somalia. Il ciclone Gati ha poi aggravato la situazione il mese scorso, causando inondazioni in Somalia settentrionale che potranno favorire ulteriori invasioni nei prossimi mesi. Si stanno già formando nuovi sciami di locuste, che minacciano di invadere nuovamente il Kenya settentrionale e la riproduzione delle locuste, già in corso su entrambe le sponde del Mar Rosso, rappresenta una nuova minaccia per Eritrea, Arabia Saudita, Sudan e Yemen.

“Abbiamo fatto molto, ma la battaglia contro questo insetto inarrestabile non è ancora finita – ha spiegato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu – Non dobbiamo abbassare la guardia. Le locuste continuano a moltiplicarsi giorno e notte, e il rischio è aggravare l’insicurezza alimentare delle famiglie vulnerabili in tutta l’area geografica interessata.”

Donatori e partner, a oggi, hanno messo a disposizione circa 200 milioni di dollari per finanziare le attività di controllo, permettendo alla FAO e ai governi di intensificare le azioni per contrastare questa piaga in un’area che non si trovava, da intere generazioni, di fronte a un flagello di queste dimensioni. Sono stati formati oltre 1.500 operatori per le attività di monitoraggio sul campo e di controllo. Sono state, inoltre, messe a disposizione, e sono già in azione, 110 macchine irroratrici di pesticidi, installate su automezzi, e 20 aerei. Ora  la FAO è alla ricerca di altri 40 milioni  per aumentare, nel 2021, le attività di sorveglianza e controllo nei paesi più colpiti: Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan e Yemen. In questi cinque paesi, oltre 35 milioni di persone soffrono già di insicurezza alimentare acuta e la FAO stima che potrebbero aggiungersi altri 3,5 milioni di persone, se nulla sarà fatto per contrastare i focolai più recenti.

L’Organizzazione si sta impegnando per salvaguardare e proteggere i mezzi di sussistenza rurali, offrendo ai contadini interessati “pacchetti per l’agricoltura”, assistenza veterinaria, mangime per le mandrie private della vegetazione, base della loro alimentazione, e liquidità per i nuclei familiari che hanno perso i raccolti, in modo da poter resistere fino a quelli successivi. Oltre 200.000 nuclei hanno già ricevuto aiuti relativi ai mezzi di sussistenza, ma il numero è destinato a crescere. La FAO assisterà altre 98.000 famiglie all’inizio del 2021 ed è continuamente alla ricerca di finanziamenti, soprattutto tramite i piani di aiuti umanitari.

I DONATORI

Sono stati ricevuti fondi da Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi bassi, Norvegia, Federazione Russa, Arabia Saudita, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Banca africana di sviluppo, Fondo Fiduciario di Solidarietà per l’Africa, Fondazione Bill e Melinda Gates, Fondazione Louis Dreyfus, Fondazione Mastercard, Fondo centrale di intervento per le emergenze (CERF) dell’Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari e Gruppo della Banca Mondiale.