Macerata dedica strada a Giorgio Pagnanelli, primo funzionario italiano all’Onu

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MACERATA, 26 LUGLIO – Macerata, la citta’ natale del primo funzionario italiano alle Nazioni Unite, gli ha intitolato una strada cittadina. Giorgio Pagnanelli, nato nel 1929 e scomparso nel 2004, era entrato al Palazzo di Vetro nel 1957.

Il sindaco Romano Carancini, la nipote Annarita Liverani e il consigliere comunale Ivano Tacconi (padre di Matteo, funzionario WHO)

Tra le sue prime missioni, nel 1961, era stato nel Congo da poco liberatosi dal colonialismo belga e in preda alla violenza: a Kindu, cittadina nella provincia del Kivu vicino al Katanga ribelle, doveva trattare la liberazione di tredici aviatori italiani della “46ma Brigata aerea – Congo” partiti da Pisa con i soldati congolesi, autori del massacro. Pagnanelli aveva poi appreso che quei caschi blu della prima ora, mentre lui discuteva, erano già stati uccisi: sbranati, tagliati a pezzi e poi dispersi per le strade o gettati nel fiume.

Negli ultimi anni della carriera, dal 1976 Pagnanelli aveva diretto sede Onu di Roma a Palazzetto Venezia. Superati i limiti di eta’ nel 1991 era stato nominato presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata.

“Fu il maceratese più famoso nel mondo dopo padre Matteo Ricci, il primo italiano ad entrare nelle Nazioni Unite dove fu pure assistente del presidente Amintore Fanfani, e nello staff che curo’ la storica presenza di Paolo VI, primo papa al Palazzo di Vetro, dove pronuncio’ il celebre discorso contro la guerra. Amico dei fratelli John e Robert Kennedy e di tanti grandi del pianeta, Pagnanelli e’ stato a chiusura della sua straordinaria carriera direttore generale ed ambasciatore dell’Onu in Italia”, lo ha ricordato  il consigliere comunale Ivano Tacconi al quale si deve la proposta d’intitolare la via. Per Andrea Angeli, intervenuto in video da Pristina dove si trova con la missione KFOR, Giorgio Pagnanelli e’ stato “un precursore, un maestro: è  stato in definitiva un altissimo modello per noi giovani maceratesi per i quali la città e…pure il mondo sono stati troppo piccoli”.  (@OnuItalia)