Giornata Memoria, l’Onu la istituì per non dimenticare. UNHCR, ‘Oggi 70 milioni in fuga”

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ROMA, 27 GENNAIO – La Giornata internazionale della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto quest’anno ricorda i 75 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Viene celebrata il 27 gennaio in seguito alla risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1 novembre del 2005.

L’Onu stabilì di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio per ricordare quello del 1945, giorno in cui le truppe dell’Armata Rossa dell’Unione Sovietica liberarono il campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Quel giorno l’esercito sovietico capeggiato dal maresciallo Ivan Konev giunse per primo nella città di Oświęcim più conosciuta come Auschwitz. Entrando all’interno del campo di concentramento liberò i superstiti. La scoperta del campo di concentramento di Auschwitz rivelò integralmente per la prima volta al mondo intero l’orrore dell’olocausto nazista. Il giorno della memoria è riferito al giorno della liberazione di Auschwitz anche se precedentemente altri campi di concentramento erano già stati liberati: Majdanek, Treblinka Belzec e Sobibor, erano stati liberati tra il 1943 e il 1944.

In occasione di questa giornata UNHCR ha emesso un comunicato nel quale vuole ricordare e onorare i milioni di cittadini ebrei, rom, omosessuali e altre vittime dell’Olocausto. L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati ricorda che da drammi come questo e dalle atrocità della seconda guerra mondiale sono nate le Nazioni Unite, con lo scopo di riaffermare la fiducia nella dignità e nel valore della persona umana e di difendere il diritto fondamentale a vivere in pace, al sicuro da persecuzioni e violenze. ”Questi principi sono fondamentali

oggi come allora, e sono anche alla base del mandato di protezione dell’UNHCR nei confronti dei rifugiati”, è detto nella nota, secondo cui ”Nel mondo, milioni di persone continuano a soffrire a causa di discriminazioni e violenze, inclusi coloro che fuggono da guerre e persecuzioni. Sono più di 70.8 milioni le persone in fuga dalle loro case, il dato più alto dalla seconda guerra mondiale. Allo stesso tempo crescono gli estremismi e si moltiplicano gli episodi di intolleranza e xenofobia che alimentano l’isolamento e l’esclusione sociale.

”Abbiamo il dovere di ricordare il passato, di opporci ad ogni forma di antisemitismo e pregiudizio nei confronti di qualsiasi essere umano e di proteggere coloro che ne hanno bisogno – ha dichiarato Roland Schilling, Rappresentante UNHCR per l’Italia – Queste azioni rappresentano il miglior antidoto contro il ripetersi della storia nelle sue forme più aberranti, e gettano le basi per una convivenza pacifica e dignitosa nel futuro”.