A Enrico Mentana il premio Unicef ‘I nostri angeli 2019’ per il suo Open

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Mentana

TRIESTE, 30 APRILE – E’ andato a Enrico Mentana, ”per la lungimiranza e la visione dimostrata quale artefice del giornale online OPEN’‘, il Premio UNICEFI nostri Angeli 2019‘, lo speciale riconoscimento che UNICEF Italia ha istituito e che promuove in collaborazione con il Premio Luchetta.
L’assegnazione, è detto nelle motivazioni,  vuole valorizzare ”un progetto che vede protagoniste le nuove generazioni e che guarda al futuro del giornalismo con strumenti nuovi e moderni”. Il direttore del Tg La7 con il suo giornale online Open nato alla fine del 2018,  ha in qualche modo deciso di ‘restituire’ a chi si affaccia al giornalismo le chance che la professione sempre più spesso nega agli esordienti.Link

Mentana riceverà il riconoscimento il 12 maggio a Trieste, nel corso di LINK, il festival del Premio Luchetta di cui da anni UNICEF è partner attivo: officina del buon giornalismo in cui si alterneranno interviste d’autore, presentazioni dedicate alle novità editoriali e talk sui temi di attualità con i protagonisti dell’informazione del nostro tempo.
Secondo il direttore generale do UNICEF Italia, Paolo Rozera, ”Open rappresenta un modello di selezione e coinvolgimento dei giovani assolutamente in linea con le nostre policy internazionali che hanno come fiore all’occhiello il progetto UNICEF NEXT GENERATION, un’iniziativa che mira a formare centinaia di adolescenti provenienti da zone del mondo particolarmente svantaggiate offrendo loro un percorso di apprendimento alternativo e innovativo. Nel 30esimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia di New York non può esserci messaggio migliore per premiare un progetto che scommette sul futuro delle nostre generazioni in Italia partendo da un mestiere così affascinante e delicato come quello del giornalista”.

Mentana
La redazione di Open

”Sono felice e orgoglioso di questo premio – ha commentato Mentana – perché OPEN nasce dall’esigenza di saldare un debito generazionale: 40 anni fa, a 24 anni, ho avuto l’opportunità di iniziare la professione giornalistica, oggi le condizioni sono molto diverse. Per questo, per un dovere morale che ho sentito profondamente, ho scelto di investire in questo progetto il mio know how, la mia reputazione e anche i miei soldi: perché un gruppo di giovani potesse cominciare a fare il giornalista oggi, in piena libertà rispetto ai temi da raccontare. E qui arriviamo alla seconda ragione che ci ha portato a realizzare OPEN: produrre un giornale scritto, ma anche letto dai giovani, che oggi scelgono modalità diverse e spesso piuttosto random per informarsi. Una redazione di giovani giornalisti può consentire a un quotidiano online di diventare il riferimento per le nuove generazioni, alla ricerca di contenuti spesso ignorati dalla stampa tradizionale. Infine, ecco l’ulteriore valore aggiunto di OPEN: ho pensato potesse scandire la trasmigrazione dalla cultura dell’edicola a quella dello smartphone, garantendo attraverso la nuova tecnologia l’accesso alle news più interessanti per i giovani”.