Migranti, riprendono i viaggi. UNICEF lancia allarme per bambini detenuti in Libia

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ROMA, 3 MAGGIO – Mentre sembrano riprendere i viaggi della speranza dei migranti verso l’Europa, l’UNICEF rende noti i dati dei primi quattro mesi dei flussi che vedono moltiplicarsi sia il numero delle vittime, sia quello dei porti di approdo e mettono in evidenza il ruolo della Libia.

Secondo l’UNICEF solo la scorsa settimana 125 bambini, di cui 114 non accompagnati, sono stati salvati al largo della Libia, mentre da inizio anno almeno 350 persone – 130 solo la scorsa settimana – tra cui bambini e donne, sono annegate o scomparse nel Mediterraneo centrale nel tentare di raggiungere l’Europa; in Libia inoltre ci sono 51.828 bambini migranti e 14.572 sono rifugiati. Infine quasi 1.100 bambini si trovano in centri di detenzione in Libia e finora quest’anno più di 8.600 migranti sono arrivati nei porti europei attraverso il Mediterraneo centrale, uno su cinque è un bambino.

Secondo Ted Chaiban, Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa e Afshan Khan, Direttore UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale e Coordinatore speciale per la risposta ai rifugiati e ai migranti in Europa, ”il Mediterraneo centrale continua a essere una delle rotte migratorie più pericolose e letali del mondo. La maggior parte di coloro che sono stati salvati vengono mandati in centri di detenzione sovraffollati in Libia, in condizioni estremamente difficili e con limitato o nessun accesso all’acqua e ai servizi sanitari”.  Per Unicef la maggior parte dei bambini non è in grado di accedere ai servizi ed è oggetto dello sfruttamento e degli abusi all’interno del paese. Quelli in detenzione non hanno accesso all’acqua potabile, all’elettricità, all’istruzione, all’assistenza sanitaria e a servizi igienici adeguati. La violenza e lo sfruttamento sono dilaganti.

Nonostante questi pericoli aggravati dalla pandemia da COVID-19 – aggiunge l’agenzia dell’Onu – i bambini rifugiati e migranti continuano a rischiare la vita in cerca di sicurezza e di una vita migliore. I tentativi di attraversare questa rotta marittima probabilmente aumenteranno nei prossimi mesi estivi, con il migliorare delle condizioni atmosferiche.

L’UNICEF chiede infine ”alle autorità libiche di rilasciare tutti i bambini e di porre fine alla detenzione per motivi migratori. La detenzione di bambini in situazioni di migrazione non è mai nel superiore interesse del bambino. Chiediamo alle autorità in Europa e nel Mediterraneo centrale di sostenere e accogliere i migranti e i rifugiati che arrivano sulle loro coste e di rafforzare i sistemi di ricerca e soccorso. Con i partner, l’UNICEF è impegnato a sostenere tutti i governi nel Mediterraneo centrale per trovare alternative più sicure alla traversata in mare; e sviluppare e implementare procedure per gli arrivi, strutture di accoglienza e assistenza a misura di bambino, nonché soluzioni a lungo termine per i bambini che tentano di attraversare il mare”.