Migranti: a Tarsia in Calabria il cimitero dei morti in mare dedicato a Aylan

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TARSIA, 5 GEN – A Tarsia, in Calabria, si sta costruendo il cimitero dei morti in mare. L’iniziativa, allo studio da ormai cinque anni, e’ un omaggio al piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano ritrovato morto su una spiaggia della Turchia nel maggio di cinque anni fa. I lavori sono cominciati il 22 dicembre e dovrebbero essere completati nel 2019. “E’ dovere morale di ogni Paese civile avere questo riferimento per le vittime e i loro familiari”, ha spiegato Franco Corbelli del movimento Diritti Civili alla Radio Vaticana. “Ancora oggi, seppure se ne parli meno, continuano i naufragi e tanti poveri migranti, senza volto e senza nome, sono seppelliti in piccoli cimiteri sperduti. Di fatto, in questo modo, viene cancellato ogni riferimento alla loro identità, ogni possibilità di ricordo. Dove andranno i familiari per portare un fiore sulle loro tombe e dire una preghiera?”.

 

Il progetto ha l’avvallo della famiglia di Aylan:  la zia paterna del bambino ha scritto una e-mail a Corbelli, per ringraziare con lui, anche il governatore della Calabria Mario Oliverio e il sindaco di Tarsia Roberto Ameruso. “Ognuno, d’ora in poi saprà che andando a Tarsia, in questo piccolo ma accogliente paese calabro, potrà trovare presso questo cimitero, vero e proprio monumento memoriale alle vittime dei naufragi, il proprio congiunto tragicamente scomparso”, ha detto Corbelli. Il cimitero sta sorgendo su una collina di circa 28 mila metri quadrati davanti al lago di Tarsia e al vecchio cimitero comunale. Un’area naturale molto bella, immersa fra ulivi secolari, ma anche nelle vicinanze dell’ex-campo di concentramento fascista Ferramonti, che fu tra i più grandi d’Italia.

La zia e il papà del piccolo Aylan – è scritto in una nota – faranno di tutto per esserci il giorno dell’inaugurazione. “Quando ho letto l’articolo su di te e l’apertura del cimitero in Calabria per onorare il mio nipote e tutte le vittime della guerra – scrive la donna che vive in Canada – ero così felice e onorata. Ho pianto tanto, ma lacrime di felicità. Questo progetto è molto potente, triste, ma porterà consapevolezza al mondo. Mi piacerebbe, con mio fratello Abdullah, unirci a te per la cerimonia di apertura”. (@OnuItalia)