Migrazioni: oggi Moavero presenta il nuovo piano Italiano a Bruxelles

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Una operazione di salvataggio della Guardia costiera

BRUXELLES, 15 LUGLIO – Il ministro degli Esteri italiano,Enzo Moavero Milanesi, espone oggi a Bruxelles al Consiglio degli Affari Esteri il suo nuovo piano sui migranti che, secondo le anticipazioni, prevederebbe zone franche di sbarco, poi i corridoi umanitari per i migranti a cui viene riconosciuto l’asilo politico e aree franche nella Ue per accoglierli.

Secondo Moavero, “il primo livello è fare di più prima che le persone inizino a migrare…. Occorrono investimenti maggiori, con finanziamenti sufficienti, nei Paesi dai quali si parte e si può pensare anche all’emissione di appositi titoli europei di debito”. Inoltre, aggiunge il ministro “è giusto che quei migranti che legittimamente chiedono asilo possano farlo in luoghi il più possibile vicini a quelli che sono costretti a lasciare”. E se l’asilo viene riconosciuto, “il rifugiato dovrebbe viaggiare verso l’Europa attraverso corridoi umanitari senza dover pagare i trafficanti”.

In un’intervista al Corriere della Sera Moavero afferma: “Usciamo dalla tirannia delle emergenze e dell’emotività, obiettivamente, sui flussi migratori sino ad oggi ogni Paese tende a reagire in maniera sovranista. Ma riusciremo a governarli solo con una vera politica europea equilibrata, fatta di molti elementi. Negli ultimi tempi, ci sono stati accordi sulla distribuzione dei migranti fra Paesi prima dello sbarco. Ma non possiamo continuare a procedere caso per caso, cercando ogni volta soluzioni d’emergenza. Bisogna trovare un meccanismo strutturato, di carattere stabile” perché “i migranti non cercano la costa italiana, greca o maltese. Cercano l’Europa. Dunque è in una cornice europea che va trovata una soluzione”.”Per governare simili flussi occorre una politica comune europea che stabilisca bene cosa si fa, collaborando. Gli Stati non vanno lasciati soli ad affrontare l’emergenza con strumenti parziali e inevitabilmente egoistici. Il Trattato Ue parla di politiche europee sui flussi migratori e, quindi, va oltre il semplice riconoscimento del diritto di chiedere asilo o protezione internazionale”.

La proposta di Moavero ha già suscitato qualche critica ma anche il favore di alcuni settori della sinistra, e il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, sembra  riporre fiducia nella risposta Ue a quel che dirà al Consiglio Affari Esteri: ”Positiva l’idea di istituire uffici europei nei Paesi di transito come pure l’apertura sugli ingressi legali per motivi di lavoro – dice Impagliazzo. Il fenomeno richiede soluzioni diversificate: i corridoi umanitari che la Comunità di Sant’Egidio sta portando avanti dal 2016, insieme alle Chiese protestanti e alla Cei, è una di queste risposte perché garantisce sicurezza e integrazione”.