Rifugiati: fiamme devastano campo di Moria a Lesbo. UNHCR e MSF, troviamo loro un riparo

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MORIA (LESBO), 10 SETTEMBRE – Il campo di Moria, sull’isola di Lesbo, nel quale ”abitavano” oltre 12 mila persone, uomini, donne e bambini per lo più rifugiati costretti a vivere da anni in condizioni disumane, in un luogo sovraffollato, è stato distrutto da un incendio e migliaia di persone sono in fuga nell’isola greca senza sapere dove andare. Per molti Moria è da tempo una bomba a orologeria destinata a esplodere e Medici senza frontiere, commentando la vicenda, ricorda che ”Solo pochi giorni fa avevamo fortemente criticato la crudele e ingiustificata decisione del governo greco di mettere in quarantena il campo, dopo il primo caso positivo di Covid-19. I doveri di un governo imporrebbero un rafforzamento della risposta della sanità pubblica per migranti e richiedenti asilo e non il loro confinamento in condizioni infernali”.

”Moria – prosegue  MSF – non è luogo sicuro per nessuno. Da mesi, il nostro team chiedeva l’evacuazione totale di tutti i residenti del campo di Moria. Non ci hanno ascoltato. Ora nella nostra clinica fuori dal campo stiamo provando a rispondere ai bisogni di chi ha perso tutto.

Abbiamo visto il fuoco divampare su Moria. Tutto il campo era inghiottito dalle fiamme, c’era un esodo di persone in fuga senza alcuna direzione. Bambini spaventati e genitori sotto shock. Stiamo lavorando per dare loro assistenza”, ha detto Marco Sandrone, capo progetto MSF a Moria.

Da parte sua l‘UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, scrive sul suo sito: ”Abbiamo immediatamente dispiegato il nostro personale sul posto e offerto assistenza alle autorità greche perché siamo preoccupati per la situazione di circa 12.000 richiedenti asilo, tra cui più di 4.000 bambini e altri gruppi vulnerabili, inclusi 407 bambini non accompagnati, donne incinte e anziani… Siamo stati informati di tensioni tra le persone dei villaggi vicini e i richiedenti asilo che cercavano di raggiungere la città di Mitilene. Esortiamo tutti a dar prova di compostezza e chiediamo a tutti coloro che in precedenza soggiornavano al campo, che era in quarantena perché circa 35 persone erano risultate positive al test COVID-19, di limitare i loro movimenti e di rimanere nella stessa area, poiché si sta trovando una soluzione temporanea per dar loro un riparo”.